sabato, 21 novembre 2009
Orchestrina 1
Un bel periodo creazionale
 
Mi sto godendo senza ritegno un bel periodo creazionale che ha tutti i crismi per durare a lungo. Poesia, teatro e finalmente... cinema! Tutto scorre al ritmo più fluido possibile; fermarlo anche solo per un attimo e seppure per raccontarlo sul blog significherebbe spezzarne l’incantesimo. Dunque ci risentiamo tra un (bel) po’. Un affettuoso saluto a tutti/tutte.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 17:26 | Permalink | commenti (1)
categoria:fremiti, elegie
martedì, 27 ottobre 2009
SBAPPSAELUMS_15321

Il Liberty nella scultura funeraria apuo-versiliese
 
Giovedì prossimo, 29 ottobre, alle ore 17, presso l’Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, nell’ambito di un importante convegno internazionale dedicato al Liberty in Italia e in Europa, presenterò una relazione con proiezione di immagini sul tema “Il Liberty nella scultura funeraria apuo-versiliese”, un excursus dedicato al ricco patrimonio conservato nei vari complessi cimiteriali del territorio, in primis quello di Viareggio, ritenuto uno dei più significativi dell’intera Italia centrale. Tra i numerosi scultori e titolari di laboratori attestati: Carlo Nicoli (nella foto: il suo Angelo reggicartiglio che sovrasta il portale della Cappella Salvini nel cimitero di Carrara), Alessandro Lazzerini, Alterige Giorgi, Gian Giuseppe Mancini, Antonio Bozzano, Giacomo Zilocchi, Ferruccio e Lelio De Ranieri, Cornelio Palmerini, Alfredo Barsanti, Luca Arrighini, Ferdinando Palla, Arturo Tomagnini, Mario Carlesi e il misterioso Ferdinando Marchetti, l’esecutore della celebre statua funeraria tradizionalmente denominata “Bimba che aspetta”, icona dell’immaginario affettivo della comunità viareggina. Siete tutti invitati!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 14:54 | Permalink | commenti
categoria:aquidernature
martedì, 06 ottobre 2009
FUTURISMO
GAMC
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”
Piazza Mazzini – Viareggio
 
IL FUTURISMO A VIAREGGIO E IN VERSILIA
ACCADIMENTI E RIFLESSI DAL 1918 AL 1940
 
Inaugurazione: sabato 10 ottobre 2009, ore 16.30
 
La mostra, ideata e curata da Alessandra Belluomini Pucci e Riccardo Mazzoni, indaga il fecondo rapporto intercorso tra il Futurismo e Viareggio e la Versilia, annoverati negli anni Venti e Trenta del Novecento tra i luoghi balneari moderni per eccellenza, mete di soggiorno e villeggiatura dei maggiori artisti, scrittori, esponenti del variegato mondo dello spettacolo dell’epoca, creatori di un’atmosfera insieme intellettuale e mondana dalla quale sorse nel 1929 il Premio Letterario Viareggio, in cui il Futurismo – complice anche la costante presenza sul territorio del capofila Filippo Tommaso Marinetti – giocò un ruolo determinante.
 
L’esposizione prende le mosse dalla rievocazione dell’importantissima ma ancora storiograficamente misconosciuta e per certi versi misteriosa Esposizione d’Arte d’Avanguardia Italiana che si tenne al Kursaal di Viareggio nella seconda metà di agosto del 1918 in cui il Futurismo di Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Primo Conti e Achille Lega incontrò la Metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, con un magnifico nucleo di capolavori dell’arte italiana del tempo. Delle opere presenti in quella mostra vengono riproposte la splendida Bagnante di Depero, sorta di emblema di moderna arte balneare, Profughe alla stazione di Primo Conti e il bronzeo scultoreo Ritratto di Bino Sanminiatelli di Enrico Prampolini. Una particolare attenzione è riservata all’evoluzione pittorica di Primo Conti nella seconda metà degli anni Dieci, quando il giovanissimo artista abitò stabilmente a Viareggio, dall’Autoritratto con accappatoio e Darsena a Viareggio, di acceso colorismo fauve, a una delle migliori opere futuriste provenienti dalla Fondazione Conti, Saltimbanco. Anche di Fortunato Depero viene presentato un corpus significativo di lavori maturati durante il suo soggiorno viareggino del 1918-19, tra cui una delle caratteristiche tarsie di panni colorati, Scena Caprese, realizzate con la collaborazione della moglie Rosetta Amadori. Prestigioso il trittico dei dipinti in mostra di Achille Lega, Vibrazioni atmosferiche di un aeroplano in volo, considerato uno dei primi esempi di aeropittura, Il tram n. 6 di Via Scialoja e il Ritratto della madre, tutti databili al 1917, quando l’artista, appena diciottenne, era al culmine dell’esperienza futurista. Dei primi anni Dieci sono Scomposizione di piani di zuccheriera e bottiglia di Ardengo Soffici, precoce testimonianza di cubo-futurismo toscano posta a raffronto con un’opera immediatamente pre-futurista dell’autore, Bagnanti, e Il molo di Viareggio del geniale e solitario Alberto Magri, il cui primitivismo costituisce il pendant dialettico alle ricerche futuriste allora in corso. Chiude il decennio l’Architettura nello spazio del 1920 di Enrico Prampolini.
 
L’esposizione prosegue con l’analisi dell’influsso del Futurismo nell’opera di Moses Levy e Lorenzo Viani, i maggiori rappresentanti del “genius loci”. Del primo, oltre che il suo dipinto più dichiaratamente futurista, il Tram n. 7, che richiama anche nel titolo l’identico soggetto di Lega, vengono proposti Cinema Eolo e Folla sul lungomare di Viareggio, due delle sue deliziose visioni della vita estiva viareggina. Del secondo, che sviluppò un’interpretazione personalissima e a suo modo eretica del Futurismo come dilatazione estrema delle potenzialità espressive dell’artista non priva di accenti corrosivi e sarcastici, di cui vengono rilevate le affinità con la sua notevole e quasi sconosciuta produzione poetica, sono in mostra il capolavoro Il cantastorie e il cieco, del 1920 circa, dove è evidente il confronto con l’opera di Alberto Magri, e un piccolo nucleo di creazioni del 1929-30, spesso improntate alla tecnica del collage, tra cui il visionario Difese rurali, Il ritratto di archeologo e Viareggio in maschera, dove nei panni di Arlecchino compare uno dei personaggi-feticcio dell’iconografia pittorica vianesca, il popolano Peritucco.
 
Una sezione è dedicata alla complessa attività dei fratelli Ernesto e Ruggero Alfredo Michahelles, vale a dire THAYAHT e RAM, in veste di artisti, designer, inventori, attivi fin dagli anni Venti a Marina di Pietrasanta. Tra i quadri in mostra Idroscalo e Perlustrazione notturna di RAM, sospesi tra futurismo e suggestioni metafisiche; la scultura astratta Il violinista e Charleston di THAYAHT, dipinto che rende visivamente i ritmi di musica e ballo moderni che caratterizzavano le favolose feste danzanti versiliesi dell’epoca.
 
La mostra personale di Viani allestita nel 1930 a Villa Paolina presentata da Marinetti, offrì lo stimolo all’aggregazione di un gruppo di giovani esponenti futuristi raccolti intorno al poeta e giornalista Krimer (Cristoforo Mercati) tra i quali il pittore e disegnatore Uberto Bonetti (il creatore della maschera di Burlamacco, icona del carnevale di Viareggio) di cui la mostra celebra il centenario della nascita, con i legami che intessero con artisti del calibro di Antonio Marasco (in mostra il dipinto Vele-vento, ispirato alla riviera versiliese) e Gerardo Dottori (Simpatia I, liricamente caratterizzato dalla compenetrazione tra la figura femminile e il paesaggio) e la corrente dell’aeropittura, la quale trovò una singolare esaltazione grazie all’allestimento di un campo d’aviazione nella periferia della città e di un idroscalo nel lago di Massaciuccoli che favorì la realizzazione di spettacolari manifestazioni aviatorie che videro spettatori e cantori entusiasti alcuni dei maggiori artisti e letterati futuristi. Nell’agosto del 1929 tenne una personale all’Hotel Royal il giovane pittore futurista imolese Mario Guido Dal Monte, di cui viene proposto l’Autoritratto, il quale disegnò anche i costumi del celebre Ballo degli Immortali a favore del costituendo Premio Letterario Viareggio. Il rapporto tra il Futurismo e il Carnevale è evidente soprattutto nell’opera grafica di Lucio Venna, che vinse i concorsi per il Manifesto ufficiale del 1926 e del 1928, entrambi in mostra. Nella stessa invenzione della maschera di Burlamacco di Uberto Bonetti avvenuta nel 1930 (anche se il nome fu coniato soltanto nel 1939), pur non potendo parlare di creazione futurista in senso stretto, convergono influssi provenienti dallo stesso Venna, da THAYAHT e da Depero. Le dieci opere di Bonetti in mostra intendono valorizzare la donazione di proprietà dell’Amministrazione Comunale e abbracciano tutta la sua produzione futurista, dalla cartellonistica alle aerovedute fino al Ritratto-caricatura di Marinetti, con gustosa annotazione autografa di quest’ultimo. Conclude l’esposizione una rassegna dei libri futuristi di Krimer, il vero animatore del tardo futurismo viareggino, autore nei primi anni Trenta di una trilogia di “aeropoesie” (Ali, con la riproduzione di opere di THAYAHT, Dottori, Marasco, BOT e dello stesso Krimer, Il sole innamorato, con xilografie di Spartaco Di Ciolo, Ho rubato l’arcobaleno, con disegni di Uberto Bonetti), che Viani chiamava “minuetti aerei” e che rappresentano a tutti gli effetti una forma di “Futurismo romantico”.
 
La mostra sarà corredata da un corposo libro-catalogo, che verrà presentato in una giornata-evento il prossimo 31 ottobre, con un’esaustiva ricostruzione storico-critica delle tematiche affrontate alla luce di un ampio materiale documentario raro e inedito. Gli artisti in mostra: Uberto Bonetti, Primo Conti, Mario Guido Dal Monte, Fortunato Depero, Spartaco Di Ciolo, Gerardo Dottori, Krimer, Achille Lega, Moses Levy, Alberto Magri, Antonio Marasco, Enrico Prampolini, RAM, Ardengo Soffici, THAYAHT, Lucio Venna, Lorenzo Viani. Siete tutti calorosamente invitati!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 16:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:fremiti, aquidernature
domenica, 23 agosto 2009

Rinfrescatevi la mente
Agosto alle Muse
Una serata per Luca Ghiselli
 
La Biblioteca Comunale di Viareggio, nell’occasione del settantesimo anniversario della morte del poeta Luca Ghiselli (1910-1939), organizza una serata rievocativa con lettura, musica ed esposizione di documenti.
 
Intervengono: Marcello Ciccuto, Fabio Flego, Riccardo Mazzoni
Recita: Rebecca Palagi
Canta: Samanta Barontini
Suona: Adriano Barghetti
 
Sabato 29 agosto 2009, ore 21.30
Sala Conferenze APT – Palazzo delle Muse
 
Al termine della manifestazione verrà offerto il gelato tipico versiliese “Dessert Versilia”.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 17:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
mercoledì, 12 agosto 2009
Cantadonna
 
Oggi – nel delirio di una delle mie devastanti crisi psicofisiche estive dovute al caldo – è accaduto un avvenimento quasi medianico: a poco a poco ha cominciato a risuonarmi nella mente un motivetto di una canzone che – come scoprirò – non ascoltavo da ben trentun anni. Inizialmente non avevo la minima idea di quale brano si trattasse e a quale periodo della mia vita si riferisse; poi ho ricordato alcuni versi, ho visualizzato nella memoria alcune immagini: un lunedì di pasquetta in pineta alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, alcune amiche (che oggi ho perso di vista) che cantano proprio questa canzone… Un’attenta ricerca incrociata su internet ed ecco rispuntare dalle nebbie del passato e su Youtube “Cantadonna”, una “gentile” canzone di Teresa Gatta del 1978! Una composizone molto bella nella sua semplicità e nel suo rivendicare una sana e dignitosa identità femminile, che mi sento di contrapporre all’ignobile “velinismo” imperante, e che dedico a Samanta Barontini come omaggio e ringraziamento per la strepitosa performance canora di lunedì sera.
 
http://www.youtube.com/watch?v=q2SSPENVM-U
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
giovedì, 06 agosto 2009

(In memoria di Frà Antonio Bargagli)

“Liberi arbìtri”

Tre storie di dolore, resistenza, libertà

 

La sera di lunedì 10 agosto, alle ore 21.15, saremo di nuovo nel Parco-giardino della Chiesa di S. Antonio con “Liberi arbìtri”, il nostro spettacolo di narrazione con musica e canto dedicato ai martiri della Resistenza e dell’oppressione nazi-fascista a Viareggio in una versione aggiornata rispetto alla rappresentazione del 25 aprile. Racconteremo le storie della maestra Gabriella De Cori, unica insegnante della scuola elementare ebraica di Viareggio che dopo l’applicazione delle leggi razziali aveva trovato sede in una stanza di via Fratti, e del leggendario giornalista e scrittore Umberto Boni, in arte “Cravache”, deportati e scomparsi rispettivamente ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944, e rievocheremo la complessa e travagliata nascita di una coscienza antifascista in un gruppo di studenti del Liceo Classico “Giosuè Carducci” – molti dei quali caddero durante la lotta di liberazione – sotto l’impulso del loro maestro di libertà, il Professor Giuseppe Del Freo: con un omaggio particolare a Manfredo Bertini. Ricchissima la colonna sonora che spazia dai canti estatici yiddish, alle rare canzoni di Umberto Boni “Liliana” su musica di Icilio Sadun (1917) e “Mamma, Cecco mi tocca” (1929) su musica di Michele Orselli, a successi degli anni Trenta e Quaranta del Novecento come “Ma l’amore no”. Leif-motiv sarà la splendida “Ultime foglie” (1939) di Umberto Bertini. Gran finale con “Nostra patria è il mondo intero”, ovvero gli “Stornelli d’esilio” di Pietro Gori, inno alla fratellanza universale. L’evento è organizzato dall’Archivio Storico di S. Antonio ed è dedicato a Padre Antonio Bargagli, frate minore del convento, trucidato dai nazisti proprio il 10 agosto di 65 anni fa. Ingresso libero. Vi aspettiamo.

Riccardo, Rebecca, Samanta, Adriano.

 

postato da: riccardomazzoni alle ore 20:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
sabato, 01 agosto 2009
Echi del passato e fremiti del presente
 
Echi del passato e fremiti del presente ieri sera nel parco-giardino della chiesa di S. Antonio con la più classica delle nostre storie d’archivio, “A voi che nei vortici del mare furente”, e il dirompente “Manifesto per una città lirica” (la vedo dura ma noi ce la mettiamo tutta!)... Dal gruppo delle storie d’archivio al gruppo dell’archivio storico di S. Antonio (e a tutti i presenti): un grazie di cuore per le struggenti emozioni condivise!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 18:35 | Permalink | commenti
categoria:indignazioni, fremiti, aquidernature, elegie
sabato, 18 luglio 2009
A voi
che nei vortici del mare furente
 
La tragedia di Golfo Aranci del 9 gennaio 1896
 
La rievocazione della più grave tragedia
della marineria viareggina attraverso rare cronache dell’epoca
tra narrazione, musica e canto
 
Una “storia d’archivio” di Riccardo Mazzoni
 
Voce narrante: Riccardo Mazzoni
Voce recitante: Rebecca Palagi
Canta: Samanta Barontini
Accompagnamento musicale: Adriano Barghetti
 
Con la declamazione del
“Manifesto per una città lirica”
 
Venerdì 31 Luglio 2009, ore 21.15
Parco-giardino della Chiesa di S. Antonio – Viareggio
 
Era inevitabile che le nostre “Storie d’archivio” si confrontassero con la più grave tragedia della marineria viareggina: il naufragio della tartana “Fenice”, del cutter “Ifigenia” e della bilancella “Ida” nella tremenda notte di tempesta del 9 gennaio 1896 che provocò la morte di 18 marinai concittadini. Sulla base di rari e interessantissimi documenti d’epoca, tra i quali spiccano le cronache del giornale “La Burlamacca”, alcune firmate da Enrico Sisco – con due straordinarie interviste ai capitani marittimi Francesco Vassalle, unico sopravvissuto della “Fenice”, e Amerigo Bertacca, scampato miracolosamente al naufragio con tutto l'equipaggio,  che verranno lette integralmente insieme ad altra documentazione originale  da Rebecca Palagi – è stato possibile ricostruire minuziosamente le modalità e le atmosfere attraverso le quali il popolo di Viareggio conobbe e visse i tragici avvenimenti che per oltre un mese tennero col fiato sospeso e gettarono nella più cupa disperazione l’intera comunità.
 
Sarà anche un’occasione per raccontare brevemente alcuni aspetti della Viareggio a cavallo tra Ottocento e Novecento, soprattutto il mondo degli spettacoli e degli intrattenimenti, con la valenza che la musica e il canto assumevano sia nella cultura popolare che in quella aristocratica o borghese. Con una rarità: la gustosa e ironica canzone “Alba chiara” che Icilio Sadun scrisse sui versi di Enrico Pea nel 1917, interpretata insieme ad altri pezzi musicali (canti popolari e romanze d’epoca) dalla magica voce di Samanta Barontini accompagnata al piano da Adriano Barghetti.
 
E proprio sulle note di un’altrettanto rara marcetta di Icilio Sadun anch'essa del 1917  declamerò il mio “Manifesto per una città lirica”: scopo ultimo delle storie d’archivio è infatti quello di riattivare, attraverso gli archetipi dell’oralità (lettura, recitazione, narrazione, musica e canto), segrete corrispondenze poetiche e medianiche con la memoria e l’immaginario affettivo della città.
 
L'iniziativa rientra nella rassegna di incontri e spettacoli "Terra di Viareggio" promossa dall'Archivio Storico della Parrocchia di S. Antonio. Ingresso libero. Siete tutti invitati!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 13:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
sabato, 13 giugno 2009
Prendete nota, siete invitati fin da ora!
 
Anche quest’anno ho voluto dare sfogo al mio solo apparente eclettismo (in realtà tutto si ricongiunge in un’intricata trama di vasi comunicanti psichici e spirituali) portando avanti contemporaneamente tutte le mie attività di ricerca e creazione. Ecco alcune delle iniziative (ce ne sono altre) che vi propongo per l’estate e l’autunno:
 
Mostre
Dal 10 ottobre al 20 dicembre 2009 si terrà nei locali della GAMC l’importante mostra “Il Futurismo a Viareggio e in Versilia. Accadimenti e riflessi dal 1918 al 1940”, da me ideata e curata con l’amica e collega Alessandra Belluomini Pucci. La mostra indaga il fecondo rapporto intercorso tra il Futurismo e Viareggio e la Versilia, considerati negli anni Venti e Trenta del Novecento i luoghi balneari moderni per eccellenza, mete di soggiorno e villeggiatura dei maggiori artisti, scrittori, esponenti del variegato mondo dello spettacolo dell’epoca, creatori di un’atmosfera insieme intellettuale e mondana dalla quale sorse nel 1929 il Premio Letterario Viareggio, in cui il Futurismo – complice anche la costante presenza sul territorio di Marinetti – giocò un ruolo determinante. L’esposizione prende le mosse dalla rievocazione dell’importantissima e ancora storiograficamente misconosciuta esposizione d’arte d’avanguardia italiana che si tenne al Kursaal di Viareggio nella seconda quindicina di agosto del 1918 in cui il Futurismo di Enrico Prampolini, Fortunato Depero e Primo Conti incontrò la Metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, con un magnifico nucleo di capolavori dell’arte italiana del tempo. Prosegue quindi con l’analisi dell’influsso del Futurismo nell’opera di Lorenzo Viani, Moses Levy, Alberto Magri, i maggiori rappresentanti del “genius loci”; soprattutto del primo, la cui mostra personale allestita nel 1930 a Villa Paolina presentata da Marinetti, offrì lo stimolo all’aggregazione di un gruppo di giovani esponenti futuristi raccolti intorno al poeta e giornalista Krimer (Cristoforo Mercati) e al pittore e disegnatore Uberto Bonetti (il creatore della maschera di Burlamacco, icona del carnevale di Viareggio) di cui la mostra celebra il centenario della nascita, con i legami che intessero con artisti del calibro di Antonio Marasco, Gerardo Dottori e la corrente dell’aeropittura, la quale trovò una singolare esaltazione grazie all’allestimento di un idroscalo nel lago di Massaciuccoli che favorì la realizzazione di spettacolari manifestazioni aviatorie che videro spettatori e cantori entusiasti alcuni dei maggiori artisti e letterati futuristi. Ampia attenzione è dedicata infine alla complessa attività dei fratelli Ernesto e Ruggero Alfredo Michahelles, vale a dire THAYAHT e RAM, in veste di artisti, designer, inventori (la tuta e il carro-vela), attivi fin dalla fine degli anni Dieci a Viareggio e a Marina di Pietrasanta. Ulteriori sezioni sono dedicate al rapporto tra il Futurismo e gli spettacoli e gli eventi ludici che caratterizzavano la vita versiliese nonché il Carnevale di Viareggio che proprio in quel periodo assumeva rilevanza internazionale. La mostra sarà corredata da un corposo catalogo con un’esaustiva ricostruzione storico-critica delle tematiche affrontate alla luce di un ampio materiale documentario totalmente inedito. Gli artisti in mostra: Uberto Bonetti, Primo Conti, Mario Guido Dal Monte, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Krimer, Achille Lega, Moses Levy, Alberto Magnelli, Alberto Magri, Antonio Marasco, Enrico Prampolini, RAM, Ardengo Soffici, THAYAHT; Lucio Venna, Lorenzo Viani.
 
Rappresentazioni
Doppio appuntamento quest'estate nel grande parco-giardino della Chiesa di S. Antonio: la sera del 31 luglio con la ripresa della storia d’archivio “A voi che nei vortici del mare furente” – la commovente rievocazione dei tragici naufragi di Golfo Aranci del 9 gennaio 1896, una delle pagine più dolorose e insieme epiche della marineria viareggina – e la sera del 10 agosto con una nuova versione di “Liberi arbìtri”, lo spettacolo di narrazione con musica e canto che contiene almeno tre storie d’archivio in divenire con un omaggio particolare, per l’occasione, al Conte Umberto Boni in arte Cravache e al Professor Giuseppe Del Freo, maestro di vita e di libertà negli anni bui dell’oppressione e del conformismo fascista. Il 31 luglio a mo’ di introduzione declamerò il mio “Manifesto per una città lirica” sulle note di una rarissima marcetta di Icilio Sadun del 1917: scopo ultimo delle storie d’archivio è infatti quello di riattivare, attraverso gli archetipi dell’oralità (lettura, recitazione, narrazione, musica e canto), segrete corrispondenze poetiche e medianiche con la memoria e l’immaginario affettivo della città. Come sapete, compongono il gruppo delle storie d’archivio, oltre al sottoscritto, autore-narratore; Rebecca Palagi, attrice; Samanta Barontini, cantante; Adriano Barghetti, musicista. Entrambe le iniziative rientrano nelle ricorrenze del 390° anniversario della presenza dei frati minori in città, giunti nella Terra di Viareggio nel lontano 1619, e sono organizzate dall’attivissimo gruppo di amici-ricercatori che fa capo all’Archivio Storico di S.Antonio.
 
Il Segreto della Stella
Un discorso a parte merita lo spettacolo – veramente di respiro europeo! – “Il Segreto della Stella”, dedicato a Yvonne George e Robert Desnos, che io e Rebecca affineremo per tutta l’estate in modo da presentarlo ufficialmente nel prossimo autunno. E’ la versione definitiva, pensata come una pura gemma teatrale uscita dalle miniere del sogno, della memoria e dell’immaginazione, senza fronzoli scenografici, trepida creazione per voce e corpo di attrice: la voce e il corpo di Rebecca giunta a piena maturità espressiva ed esistenziale.
 
Conferenze e seminari
Il 29 e il 30 ottobre, dopo Salsomaggiore e Palermo, approderà a Viareggio la terza e conclusiva tappa di un importantissimo ciclo di convegni dedicati all’affermazione del Liberty in Italia, con la partecipazione dei maggiori esperti e studiosi italiani e internazionali. Il sottoscritto presenterà una relazione su “Il liberty nella scultura funeraria apuo-versiliese”, una sorta di summa delle ricerche e degli approcci metodologici, spesso innovativi, che mi hanno visto impegnato sull’argomento negli ultimi anni. Gli atti delle conferenze tenute a Salsomaggiore, Palermo e Viareggio verranno pubblicati in volume entro la fine dell’anno.
 
Pubblicazioni
E per rimanere in tema di pubblicazioni, col bel settembre odoroso – in concomitanza con lo sbocciare sui cigli dei fossi e delle strade di campagna dei poetici fiori di topinambur – uscirà il primo dei volumetti magici delle mie D.E.M. (DESUETUDINI, EVANESCENZE, MEDIANITA’), volumetti che non si possono acquistare in libreria né in altro luogo ma sono inestricabilmente legati agli eventi orali di cui rappresentano la memoria scritta. Inizierò con “L’immaginario affettivo. Prova d’aedo con cinemino (di parole) finale”. Libro + recital in un luogo a sorpresa.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 13:50 | Permalink | commenti (12)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
sabato, 30 maggio 2009
Accadde a Viareggio il 25 marzo 1879
 
“Il giorno 25 corr. venne arrestato uno sconosciuto il quale frammischiandosi in un crocchio di persone che stavano attorno a una sonnambula, spingeva le sue mani fra le gonnelle delle donne colà raccolte, o allo scopo di commettere atti impudichi o fors’anche di rubare. Condotto all’ufficio di P.S. si qualificò per certo A.G. di Firenze di condizione maestro di dottrina...
 
Tratto dal settimanale “La Provincia di Lucca” del 29 marzo 1879: scena straordinariamente felliniana; senza parole!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 22:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:aquidernature

Attenzione!

Sito DeBarbapapaizzato
by Webbynet