Ritorno al teatro
Gli ultimi due anni hanno rappresentato per me un vero e proprio “ritorno al teatro”, sia come studioso che come autore e regista. Un bel frutto è stato il volume collettivo Una stagione teatrale, pubblicato lo scorso anno, di cui ho approntato l’intero impianto storico-documentario, tenendo per me un saggio sul café-chantant. Il libro ricostruisce la storia degli spettacoli teatrali a Viareggio e in Versilia dal 1900 al 1940, con particolare interesse per il periodo fra le due guerre, quando Viareggio, grazie al prestigio acquisito come stazione balneare, era una delle grandi capitali dello spettacolo italiano. Basterà sapere, per rendersi conto del livello qualitativo raggiunto dalle presenze artistiche, che nell’estate del 1928, nella stessa serata, uno spettatore poteva scegliere se andare a vedere la compagnia di Luigi Pirandello con la prima attrice Marta Abba al Teatro Politeama, o Ettore Petrolini che recitava Gastone al Teatro Eden, luogo deputato agli spettacoli di varietà. E nell’estate del 1935, sempre nella stessa serata, l’ipotetico spettatore poteva optare tra i tre fratelli De Filippo, che al Politeama mettevano in scena Natale in casa Cupiello, o una rivista di Totò all’Eden. Il libro, edito a cura di Antonella Serafini per l’editore Maschietto, contiene anche ricordi di Maurizio Scaparro e Vittoria Ottolenghi.
Nei prossimi mesi vedranno la luce due spettacoli. Il primo, Primavera, ti sento dentro gli occhi…, è una specie di work in progress (sempre soggetto a continui cambiamenti a seconda dell’esito delle ricerche in corso) ispirato alla figura di una misteriosa poetessa viareggina della Belle Epoque, Mimosa Simonelli, e alle sue poesie comparse sul giornale locale “Il Libeccio” nel 1912. Un assaggio in forma di “lettura lirica” si è avuto la sera del 12 novembre 2005 nella Sala Cinema del Centro Congressi Principe di Piemonte nell’ambito dello spettacolo “Viareggio Racconta” ideato e condotto da Stefano Pasquinucci, mentre il prossimo 20 marzo al Teatro Osteria Atalante andrà in scena una seconda versione aggiornata che ci porterà addirittura nella lontana Argentina. Mi accompagna in questa sorta di teatrino medianico, di cui sono previste diverse “puntate”, la passione e il talento di Rebecca Palagi che sa incarnare perfettamente lo spirito sensuale e ribelle delle poesie di Mimosa Simonelli.
Il secondo spettacolo, previsto per il prossimo autunno, s’intitola Il Segreto della Stella ed è incentrato sulla presenza fantasmatica della cantante Yvonne George nella vita e nell’opera del poeta surrealista francese Robert Desnos a Parigi negli anni Venti del Novecento. L’amore intenso ma non corrisposto del poeta per la cantante ha dato vita ad alcune delle più belle poesie d’amore della letteratura francese del Novecento. Una lunga serie di circostanze, di cui avrò modo di parlare, ha fatto sì che intorno a questo spettacolo si stiano concentrando molte aspettative e curiosità. E’ infatti in corso, in ambito internazionale, un processo di riscoperta di Yvonne George come cantante (che anticipa personalità come Edith Piaf, Barbara e Juliette Gréco) e una sempre maggiore valorizzazione di Robert Desnos nelle sue multiformi attività di poeta, giornalista, scrittore di cinema, “homme de radio”. Ecco che improvvisamente mi sono trovato nella condizione di precursore avendo già realizzato nel lontano 1987, a Roma, un piccolo evento in cui le poesie di Desnos venivano abbinate alle canzoni di Yvonne George e avendo curato nel 1995, con mia moglie Federica Ghiselli, un’edizione universitaria degli scritti sul cinema del poeta con il titolo Robert Desnos e il meraviglioso moderno. Una poetica surrealista del cinema (1923-1930) per la casa editrice ETS di Pisa. Una bella occasione per propagandare un’idea di teatro di poesia a dispetto dell’imbarbarimento sempre più dilagante prodotto dall’industria culturale.
