Il ritorno all’Agorà e una querula querela
Da “La Nazione” del 16 Maggio 2006
TEATRO JENCO
Marlia minaccia azioni legali per le critiche su blog e ‘Viareggiok’. La querela corre in Rete. Rischia di finire davanti al giudice la battaglia (combattuta su Internet) intorno al teatro Jenco. Il dirigente alla cultura Giulio Marlia ha dato mandato al suo avvocato di verificare se esistano i margini per un’azione legale nei confronti di Riccardo Mazzoni, Stefano Pasquinucci e Roberto Alessandrini. Il primo è autore di considerazioni riportate sul sito Viareggiok (di cui è responsabile Pasquinucci) e sul suo «blog» personale, considerate da Marlia lesive della sua onorabilità. Quanto ad Alessandrini, ha firmato interventi critici, ospitati sul «blog» di Mazzoni, giudicati dal dirigente della cultura particolarmente pesanti. In particolare Mazzoni ha contestato la gestione del teatro Jenco, affidato, a suo modo di vedere in maniera impropria, alla Compagnia Teatro sottratto di Andrea Elodie Moretti. C’è un passaggio nel quale si legge: «Il dirigente alla cultura recita negli spettacoli di Moretti che lui stesso ha autorizzato e mi auguro non direttamente finanziato. Il conflitto d’interesse è talmente palese che lo riconoscerebbe anche Berlusconi! E l’onestà intellettuale è una virtù sempre più rara». Giudizi come questi hanno spinto Marlia a rivolgersi al suo legale, tanto più che hanno dato la stura ad interventi sul blog, per lo più anonimi, ancora più pesanti. E’ vero che dopo queste schermaglie c’è stata una riunione fra le Compagnie locali e l’assessorato alla cultura che ha garantito l’«apertura» del teatro Jenco ad altre realtà. E lo stesso Mazzoni, sul suo blog ha cercato un chiarimento con Moretti, spiegando che la sua è stata solo una battaglia per la riappropriazione del teatro Jenco. E a Marlia dice: «non era mia intenzione offendere in qualsiasi modo la sua onorabilità». Basterà a evitare le querele? Insomma, anche Internet può ferire più della spada.
Stefano Pasquinucci sul suo blog
MI QUERELANO (FORSE)
Sollecitato da un commento di Burlanet e da una mail di Riccardo Mazzoni, di ritorno dal mio viaggetto rigenerante mi sono andato a leggere l'articolo dal titolo "La querela corre in rete", apparso in data 16 maggio scorso nella cronaca locale de La Nazione. Apprendo che il Dirigente alla cultura del Comune di Viareggio, Giulio Marlia, ha dato mandato ai suo avvocato di verificare se esistano i margini per un'azione legale nei confronti del sottoscritto, di Riccardo Mazzoni e di Roberto Alessandrini. La triade in questione sarebbe colpevole di aver scritto e/o pubblicato, su siti e blog, "considerazioni lesive dell'onorabilità di Marlia, interventi critici e pesanti". Tutto ha inizio dalla lucida analisi che Mazzoni ha fatto rispetto alla gestione che, in questi ultimi anni, ha caratterizzato il Teatro Jenco. Una situazione che in passato, più volte, aveva fatto nascere forti perplessità e malumori diffusi. Tanto che il 27 aprile scorso l'Assessora alla Cultura Boncompagni aveva ritenuto opportuno convocare in comune (presente lo stesso Marlia) i rappresentanti di varie compagnie teatrali locali per chiedere loro collaborazione e proporre un maggior coinvolgimento. Si tratta di un confronto positivo e significativo che continua e che spero possa davvero far si che questa struttura, in futuro, sia a disposizione del maggior numero possibile di persone e progetti (senza che nessuno ne possa fare un uso quasi personale). Le querele, invece, non mi spaventano. Una volta, in passato, ho avuto a che fare con cose simili con il risultato che l'altra parte ha pagato spese legali, risarcimento ed ha firmato una lettera di scuse. Questa persona si chiamava Giulio Marlia.
Roberto Alessandrini sul suo blog
Premesso che non leggo i quotidiani perchè ritengo l'unica vera informazione quella sulla rete segnalo che in merito alle vicende legate all'uso e alla gestione del Teatro Jenco, leggo, oggi 16 maggio, sulla cronaca locale de La Nazione, un articolo che riportiamo di seguito. L'articolo parla dei blog e dei siti che si sono occupati, nel silenzio generale, del teatro che dovrebbe essere "comunale" ma che è sembrato in questi anni e mesi un altra delle mirabolanti e fantasmagoriche invenzioni di questa amministrazione che, nei fatti, non ha aggiunto ma al contrario tolto, spazi di aggregazione e di socializzazione alla citta. Sia chiaro, a tutti, che sono abituato, da sempre, ad assumermi le responsabilità per quanto fatto, scritto, detto in ogni occasione, sia essa pubblica o privata e che, nel caso specifico, attendo ancora risposte da chi è delegato ad amministrare la cosa pubblica e che è tenuto, sempre, a rispondere delle proprie azioni ai cittadini. Ognuno, quindi, si assumerà le responsabilità in merito a quanto affermato nell'articolo, riguardo alla mia persona. Sinceramente non mi piace il tono dell'articolo. Non mi piace perchè mi piacerebbe aver letto, nei mesi scorsi, un'inchiesta, seria, su come gli spazi, e in questo caso quelli di un bene comune come il Teatro Jenco fossero gestiti. Ma è chiedere troppo, forse, a chi si occupa di informazione e non ha tempo di indagare o riportare le segnalazioni dei cittadini ma è , al contrario e in molti casi, solo il megafono del potente di turno. D'altronde i mass-media hanno l'abitudine, ormai consolidata, in quest'Italia post-berlusconiana, di "non disturbare il manovratore" qualsiasi sia la sua funzione o colore politico. Ho denunciato da sempre e pubblicamente, molti aspetti oscuri di questi anni di amministrazione cosidetta di "centrosinistra". L'ho fatto sulla gestione del Carnevale di Viareggio, sulle colpevoli mancanze di un'amministrazione che ha cementificato, inquinato, reso invivibile questa città, e lo faccio, oggi, sul Teatro Jenco. E continuo a farlo, senza paura e senza nessuna sudditanza verso nessuno perchè, al contrario di altri, non ho poltrone, stipendi o incarichi da difendere e, sinceramente, "me ne fregasse de meno" di averne. Le accuse che io ho mosso, in questi anni, ad amministratori e presidenti sono supportate da fatti e documenti ma è più facile liquidare il tutto come "polemiche" o "azioni disfattiste contro l'interesse della città", come hanno fatto i protagonisti negativi di quelle vicende, che rispondere nel merito ed assumersi responsabilità. Qui non c'entrano niente le antipatie o simpatie personali, a me interessa, come interessa a tanti cittadini di questa città, che chi è chiamato a qualsiasi livello, in un sistema democratico, a gestire la cosa pubblica, debba riponderne ai cittadini, e non solo in fase elettorale, che è solo un comodo alibi che i politicanti di professione usano, ma debba rispondere ogni volta che un cittadino o i cittadini chiedono spiegazioni e informazioni. Il diritto all'espressione e alla critica è sancito dall'art.21 della Costituzione della Repubblica Italiana. E io, da cittadino, intendo difenderlo ed esercitarlo. Sempre!
Riccardo Mazzoni sul blog di Stefano Pasquinucci
Se mi spaventassero le querele non sarei un (umile) poeta e un (magari un po’ troppo intransigente?) uomo libero. A questo punto però mi rendo conto che teatralizzare la città contro la pratica del teatro sottratto, come avevo gioiosamente ipotizzato come forma creativa di protesta, forse non è più sufficiente. Questa città va liricizzata da cima in fondo. Sempre con gioia, ovviamente, e con tranquillità (la gioia di San Francesco, la tranquillità di Lao-Tze). Mi dispiace per i materialisti, per i politicanti, per i burocrati, per gli pseudo-artisti. Ma andrà a finire così. P.S. Intanto, il Teatro Jenco da qualche giorno è miracolosamente a disposizione di tutti. O come mai? Stefano e Roberto ne sanno qualcosa!
Roberto Alessandrini sul blog di Stefano Pasquinucci
Ho scritto su Burlanet e su BerrettaRossa quello che penso dell'articolo, delle querele e dei protagonisti dell'ennesimo atto che denota solo la paura della verità e l'allergia alle critiche. Aggiungo solo, perchè stimolato dalla citazione di Riccardo, un pensiero di Sun-tzu, grande generale cinese ed abile stratega, è autore de "L'arte della guerra", ispirato al Tao: "Sii veloce come il vento; lento come una pianta; aggressivo come il fuoco; immobile come una montagna; inconoscibile come lo yin; irruento come il tuono." Noi siamo così e non ci fermeranno.
Roberto Alessandrini sul sito DELAFIA.COM
Ma secondo voi io sto tremando dalla paura? Se qualcuno pensa, forse non conoscendomi, che io mi metta buono buono in un angolino e in silenzio ha sbagliato persona. C'è un solo modo perchè io stia zitto sulle porcherie che da anni, insieme ad altri amici, segnaliamo e denunciamo. Il modo è semplice e rapido. Dirci la verità, nient'altro che la verità. Perchè fino a quando io ascolto solo bugie continuo a rompere i coglioni. E probabilmente non solo quelli. P.S. Grazie della solidarietà, ma un fiasco di vino era meglio...
Riccardo Mazzoni sul sito DELAFIA.COM
Grazie infinite per la solidarietà, ma essendo io astemio (come Stefano e a differenza di Roberto; pensate che ampio ventaglio ideologico sta dietro la polemica sul teatro Jenco!) preferisco un bel bicchiere di acqua di fonte, LIMPIDA e PURA. Il bello di Internet è che io posso esprimere liberamente le mie idee, confrontarmi con quelle degli altri, darci tutti un appuntamento in Piazza e poi andare a manifestare davanti al comune. Il tutto in una mezza giornata. L’impressione generale che mi sono fatto di questa vicenda è che nelle stanze del potere (ma anche nelle redazioni dei giornali) stia crescendo un forte nervosismo per l’applicazione diretta di pensieri, azioni, idee che questo strumento può permettere, rivalutando tra l’altro il piacere e la soggettività espressiva della scrittura (ed è su questo campo che il Dirigente Marlia o il regista A.E.M. e compagnia bella dovrebbero interagire ma ahimè, avendo letto i manifesti del teatro sottratto la vedo dura…)
Riepilogando
Grazie dunque alle decine e decine di attestati di simpatia e solidarietà ma come vedete io, Stefano e Roberto siamo proprio abituati a dire “acqua all’acqua” e “vino al vino”. Piuttosto: che bello il fatto che torni a seminare un po’ di panico la parola libera e lirica (una non può fare a meno dell'altra)! Se avete voglia, scorrete tutti i miei interventi che ho dedicato su questo blog alla vicenda del Teatro Jenco, raccolti non a caso sotto la rubrica "indignazioni". A parte il fatto che nell'incontro con le associazioni e le compagnie l'Assessora Cristina Boncompagni ha in buona sostanza riconosciuto la legittimità delle critiche e delle perplessità avanzate, aprendo anzi spalancando le porte del teatro (e una bella rinfrescata d'aria pulita ci voleva), pensate che siano passibili di querela? Evidentemente è proprio la parola libera e lirica che spaventa!
P.S. E pensare che la mia indole sarebbe fondamentalmente contemplativa…