Cronache e idee: i giornali viareggini dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra mondiale
Sto tenendo un corso annuale di Storia del folklore, dell’arte e del territorio per una classe Quarta dell’Istituto Tecnico Statale “Carlo Piaggia” di Viareggio. Mi sono reso conto che ciò che manca, non solo ai ragazzi, senz’altro giustificati, ma anche ai meno giustificati insegnanti e perfino a molti ingiustificatissimi addetti ai lavori, è la capacità di reperire, interrogare e interpretare le fonti documentarie (archivistiche, giornalistiche, visive, mediatiche, orali, ecc.). Per ricostruire la storia viareggina tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale è di fondamentale importanza la ricchissima raccolta di periodici locali conservata alla Biblioteca Statale di Lucca, attraverso la quale è possibile proporre una sintetica rassegna delle più importanti pubblicazioni viareggine del tempo.
Il problema di trovare un nome a un giornale che fosse in grado di rappresentare lo spirito e le idee della comunità viareggina è sempre stato sentito fin dalla seconda metà dell’Ottocento, quando cominciarono ad essere pubblicati giornali locali. All’epoca la cadenza di pubblicazione era settimanale. Soltanto nelle grandi città uscivano giornali quotidiani. A Viareggio il riferimento al mare e ai venti ha dominato sovrano. Sorprende la vivacità culturale, probabilmente superiore a quella odierna, di cui si facevano portavoce i vari periodici. Ecco un breve elenco delle testate più significative sulle oltre cinquanta documentate.
Il primo periodico che ebbe una certa durata fu “Il Tirreno” (da non confondere ovviamente con l’odierno giornale livornese) edito dal 1876 al 1881 e che testimonia l'affermazione di Viareggio come città balneare, già all’epoca una delle più ambite a livello internazionale. Titoli “marinari e ventosi” furono: “L’Ancora” (1882-1883), “Il Faro” (1885), “Il Tritone” (1885), “Il Maestrale” (1891-1892). Nell’ultimo decennio dell’Ottocento un giornale importante fu “La Burlamacca” (1895-1897): è grazie a questo settimanale che ho potuto attribuire la statua funeraria della Bimba che aspetta allo scultore carrarese Ferdinando Marchetti e ogni viareggino che si rispetti dovrebbe andare a leggere le trepidanti notizie sul naufragio di Golfo Aranci che vide coinvolte la tartana “Fenice”, il cutter “Ifigenia” e la bilancella “Ida” e provocò la morte di diciassette marinai concittadini.
Tra le riviste estive, con divertenti cronache mondano-balneari, la più celebre fu “Il Mare” (1898-1904), con la descrizione degli spettacolo dei café-chantant. Animatore delle riviste estive degli anni Dieci fu l’immaginifico giornalista “Cravache” (pseudonimo di Umberto Boni). Sul periodico “L’Unione versiliese” (1900-1904) è possibile invece seguire “in diretta” le vicende legate alla nascita della Passeggiata Margherita che fu inaugurata nell’estate del 1902. Nel 1904 uscì il primo numero de “Il Libeccio”, il più noto e amato settimanale viareggino, diretto dal popolare “Bociorino”, al secolo Angelo Tonelli, che proseguì le sue pubblicazioni fino al 1928, quando entrò in crisi, complice anche la morte del suo direttore, per l’affermarsi delle cronache quotidiane locali all'interno dei giornali regionali. Nel 1912 vi pubblicò le sue poesie la misteriosa poetessa Mimosa Simonelli sulla quale ho scritto uno spettacolo teatrale.
Ma i giornali dell’epoca erano anche una straordinaria fucina di idee. Ogni schieramento politico e ideologico ne aveva almeno uno. I cattolici-moderati si riconoscevano ne “L’appello” (1897-1901) e ne “L’eco versiliese” (1909-1918). I cattolici-progressisti ne “La Realtà” (1908-1911) che diffondeva a livello locale le idee di Romolo Murri. I repubblicani-mazziniani pubblicarono nel 1911 “Il comune”, con la testata disegnata da Lorenzo Viani, d’ispirazione ferocemente anticlericale. I socialisti disponevano del settimanale “Versilia Nova” (uscito in due diverse serie: la prima dal 1899 al 1900, la seconda dal 1907 al 1909), più volte sequestrato per i suoi articoli rivoluzionari, e poi del “Versilia” (1910-1915), diretto da Luigi Salvatori. Questi giornali intrattenevano tra loro vivaci polemiche sulla vita sociale e politica della città. Molto importante per la ricostruzione degli ambienti culturali e artistici a cavallo della prima guerra mondiale è “La Gazzetta della Riviera” (1915-1919), fondata da Rodolfo Morandi, con le xilografie di Lorenzo Viani e Ettore Di Giorgio e le caricature del disegnatore Gino Soldarelli.
Nel marzo del 1926 “La Nazione” di Firenze inaugurò una cronaca giornaliera da Viareggio, seguita da “Il Telegrafo” di Livorno e da “Il Popolo Toscano” di Lucca (il potente organo di stampa del Partito Fascista lucchese). Era nata la cronaca di Viareggio come la leggiamo ancora oggi su “La Nazione”, “Il Tirreno” e “Il Corriere della Versilia”.