categoria:indignazioni, fremiti
Verso i viali a mare – Il corteo lungo e maestoso si avanza per la via Regia, in principio un po’ a stento, fra una siepe umana. Le finestre e i balconi sono gremiti di signore e di signori e man mano ci avviciniamo alla spiaggia il getto dei fiori, di confetti, di coriandoli va aumentando. “Il Trionfo dell’automobile”, colla maestosa automobile innalzantesi fra le nubi attrae l’attenzione di tutti. Giulio Cesare impassibile sulla sua biga passa maestoso; i due sposini assisi sul davanti della “Cornucopia della felicità” si fanno ammirare per la loro gentilezza. La vetturetta giapponese richiama l’attenzione di tutti e non si sa se ammirare maggiormente la sua eleganza e ricchezza o l’infaticabile Conte de’ Conti che serio ed impassibile trascina la gentile signora che mollemente sta seduta sulla vetturetta stessa...
Il primo arrivo sui viali a mare. Battaglie carnevalesche dai balconi del Grand Hotel (che successivamente verrà chiamato “Regina” in onore di un soggiorno della Regina Margherita di Savoia; progettato da Goffredo Fantini nel 1900, oggi al suo posto vi sono degli appartamenti). Poi si gira subito da via Garibaldi per viale Ugo Foscolo. Bellezze cosmopolite – Le prime scaramucce fra carri e balconi, finestre e mascherate a piedi avvenute in via Regia vanno aumentando di intensità e non appena davanti al Grand Hotel si convertono in una vera battaglia. L’aria è continuamente solcata da mazzolini di fiori, confetti, stelle filanti e coriandoli. I balconi e le finestre del Grand Hotel sono gremiti di signore e signorine che ammirano e ingaggiano una viva battaglia. Notiamo la distinta signora Manzi Fè e famiglia, e la famiglia Bossi colle gentili signorine che sono instancabili ed una viva grandinata cade dalle loro finestre. E si prosegue così svoltando dalla via Garibaldi ed andando a finire nell’ampio viale Ugo Foscolo, passando però prima sotto i balconi della famiglia Consigli e del marchese Antinori affollati di signore e signori. La finestra e i balconi dell’Hotel Italia, parati con tappeti, ospitano una larga rappresentanza della colonia forestiera, che inizia tosto un ben nutrito getto di fiori e confetti ed è pur vivo il getto dalla palazzina del Conte di S. Giorgio. La gentile Miss Rose si diverte un mondo nel susseguente balcone lanciando coriandoli e fiori ed una vera grandine, un finimondo cade dai balconi e dalle finestre del Marchese Avati dove notiamo la signora Magnani e le signorine De Courtanze. Sui balconi del Paris-Soleil notiamo la signora Giovannetti colle gentili signorine ed una miss americana della quale siamo spiacenti di non conoscere il nome che per la sua nera capigliatura non può non richiamare i biondi capelli di miss Rose e far sorgere il confronto fra queste due bellezze che Viareggio ospita. Anche dai balconi del Paris-Soleil il getto è vivo e le signore e signorine si dimostrano instancabili...
Il ritorno sui viali a mare – Arriviamo all’Hotel Russie e qui campeggia la Marchesa Calabrini alla quale i bianchi capelli danno maggior risalto alla freschezza del viso e nelle altre finestre e balconi del Russia vediamo la famiglia D’Aulerio, le nipoti di Alessandro Manzoni ed un numero rilevante di forestieri che gareggiano fra di loro nel getto di fiori e d’altro...
L’articolo prosegue con l’elencazione, divertente ma fin troppo capziosa – evidentemente un tributo da pagare alla “colonia forestiera” che di fatto aveva finanziato il corso – di tutti gli ospiti presenti sui balconi dei villini e degli alberghi di Viale Manin fino alla villa del Conte Hohenau che si trovava pressappoco dove oggi c’è la brutta costruzione sede dell’UPIM. Il corso poi s’inoltrava per la prima volta anche sul Viale Margherita. Alle 18 si ebbe la premiazione che vide per le costruzioni i seguenti risultati. Primo premio – Lire 400: “Il Trionfo dell’automobile”; Secondo premio – Lire 250: “La Cornucopia della felicità”; Terzo premio – Lire 150: “Il Trionfo di Giulio Cesare”. Il primo premio per le vetture non fu assegnato. Tuttavia venne attribuita una bandiera d’onore al menzionato Conte de’ Conti e alla sua vetturetta giapponese. Il primo premio per le biciclette andò al velocipede patriottico “Bianco, rosso e verde”, mentre per le maschere isolate vinsero “Gli orsi ammaestrati”. Cronaca ritrovata di un giorno di carnevale a Viareggio, 102 anni fa, dedicata a tutti i viareggini da parte del LIBERO COMITATO CITTADINO.
Una carta d’identità del Linchetto e del Baffardello
Domani, mercoledì 20 giugno, alle 18.30, nell’ambito degli incontri letterari sul tema “Tra storie vissute e leggende” organizzati dalla Circoscrizione Darsena - Ex Campo d’Aviazione, si terrà presso la sede della Circoscrizione, in via Parri 2, la presentazione del mio libro, “I Folletti nelle tradizioni popolari italiane. Credenze e leggende”, edito qualche tempo fa da Mauro Baroni, che rimane ancor oggi (immodestamente!) uno dei più esaustivi e originali contributi di studiosi italiani sull’argomento. Per l’occasione proporrò un’insolita “carta d’identità” del Linchetto e del Baffardello, i folletti del folklore viareggino e versiliese, attraverso la rievocazione delle fisionomie, dei caratteri, dei comportamenti e dei poteri magici tramandati dalle tradizioni popolari. Leggerà rare e suggestive testimonianze folkloriche tratte dal libro la “fata” Rebecca Palagi.