Notte di San Lorenzo – Notte di leggende
Alla riscoperta di un’icona dell’immaginario popolare viareggino: “La bimba che aspetta”
L’Istituto Storico Lucchese, sezione di Viareggio,
con la preziosa collaborazione
dell’Azienda Speciale Pluriservizi
presenta
Che fai bambina mia su quella porta...
La “Bimba che aspetta” tra memoria e immaginario
Una “Storia d’Archivio” di Riccardo Mazzoni
Tema musicale originale di Federica Ghiselli
e brani di romanze d’epoca
ispirate al motivo letterario della “Bimba che aspetta”
Voce narrante: Riccardo Mazzoni
Voce recitante: Rebecca Palagi
Intermezzi vocali: Samanta Barontini
Accompagnamento musicale: Adriano Barghetti
10 agosto 2007, ore 21.30
Antico Orto dei Frati
adiacente al cimitero comunale di Viareggio
Ingresso da via Aurelia Nord 183
(Sede della sezione di Viareggio
dell’Istituto Storico Lucchese)
E’ il 1894 quando il fabbro ferraio (e tra i fondatori del partito repubblicano viareggino) Eugenio Barsanti, in cerca di un’immagine che simboleggi nello stesso tempo l’imperituro sentimento filiale e la malinconia dell’affetto perduto, inventa per adornare l’edicola funeraria della defunta giovane sposa Clorinda Beretta (già madre di sei figli, e ciò la dice lunga sulla condizione femminile dell’epoca), da lui stesso disegnata, la figura di una bambina di marmo in attesa della madre ormai morta, quasi certamente ispirata alla poesia “Tutto ritorna” di Giovanni Prati, commissionando l’esecuzione della statua al misterioso scultore carrarese Ferdinando Marchetti (è questa la sua unica opera accertata) e chiedendo di posare per essa alla figlia terzogenita Paolina. Da allora intere generazioni di viareggini hanno compiuto l’immancabile pellegrinaggio alla statua della “Bimba che aspetta”, scandendone le visite rituali con l’elaborazione di voci e storie che spesso assumevano l’alone della leggenda e nei bambini stimolavano curiosità e simpatia per la piccola amica di marmo suscitando però anche trasalimenti affettivi e paure di abbandono. Tra frammenti di realtà e schegge di leggenda, un singolare viaggio nella cultura popolare viareggina attraverso un’icona dell’immaginario affettivo della città.
Sulla base di ricerche approfondite, la narrazione rievoca il caleidoscopico universo culturale – riflesso di una precisa condizione storico-esistenziale del mondo femminile – che ruota intorno alla piccola statua funeraria e che attraversa tutto il Novecento per giungere fino ai giorni nostri: una storia affascinante come un romanzo, con i suoi personaggi, le vicende familiari, le tradizioni popolari, i misteri svelati e i misteri da svelare, in un viaggio medianico a ritroso nel tempo ma anche nell’eterea dimensione dell’immaginario affettivo, che il racconto ricostruisce con un sapiente assemblaggio di documenti d’archivio, cronache d’epoca, fonti letterarie, testimonianze orali, accompagnato da un tema musicale appositamente composto per la realizzazione e da brani di romanze ottocentesche e novecentesche ispirate al motivo della “Bimba che aspetta”. Al termine della rappresentazione è prevista una suggestiva visita notturna alla centenaria bambina di marmo attraverso il cancello di collegamento dell'orto con il cimitero comunale. Non si tratta di un mero spettacolo teatrale ma di un'evocazione lirica e affettiva, tappa privilegiata di un percorso che porterà alla riscoperta e alla riappropriazione di spazi e luoghi legati inestricabilmente alla memoria storica più intima e pura della città.
Data l’esiguità dello spazio a disposizione e l’alta richiesta di partecipazione chi fosse interessato è pregato di telefonare al n. 329-1175262 (oppure può lasciare un messaggio su questo blog). Ovviamente l’ingresso è gratuito.
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:37 | Permalink | commenti (16)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
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