“Tutto ritorna” (in musica)
E’ quasi certo che la scultura della “Bimba che aspetta” fu ispirata al committente Eugenio Barsanti dalla poesia di Giovanni Prati, “Tutto ritorna”, dall’incipit Fanciulla, che fai qui su la tua porta. In ogni caso questa poesia, che stranamente a livello popolare è spesso attribuita ad Ada Negri e quindi post-datata di moltissimi anni, è strettamente legata alla piccola bambina di marmo e lo era certamente di più all’inizio del Novecento: durante l’inchiesta sul campo, molti informatori si ricordavano infatti di questa poesia recitata dai loro genitori nel corso della visita rituale alla statua e almeno una dozzina fra quelli più anziani ne rammentavano alcuni versi; tre informatori hanno declamato a memoria la versione più o meno completa. Fatto significativo, quasi la totalità degli informatori che in qualche modo hanno fatto riferimento alla poesia erano di sesso femminile.
Studi più approfonditi da me compiuti successivamente hanno evidenziato che questa poesia di Prati, malgrado o forse proprio in virtù del suo alto grado di patetismo, è stata molto conosciuta dalla metà dell’Ottocento, quando è stata composta, fino almeno alla metà del Novecento, grazie probabilmente anche ai libri di lettura scolastici che l’hanno continuamente riproposta per tutto quel periodo. Un segnale della sua popolarità è il fatto che molti compositori anche di fama l’hanno musicata: per la rappresentazione della notte di San Lorenzo proporremo due di queste composizioni di cui sono riuscito a rintracciare proprio nei giorni scorsi gli spartiti, vere rarità bibliografiche. La prima, ottocentesca, fu composta nel 1887 da Giovanni Tebaldini ed è quindi cronologicamente vicina alla data di realizzazione della statua (che è del 1895); la seconda, novecentesca, fu composta nel 1931 da Luigi Ferrari Trecate, a testimonianza di un persistente interesse per il motivo letterario (ed esistenziale) della bimba che aspetta la madre ormai morta. Brani di non facile esecuzione, dalla sonorità non immediata, che rappresentano un recupero culturale notevole e ai quali Adriano Barghetti e Samanta Barontini si stanno dedicando con grande determinazione e poco tempo a disposizione (a loro va il mio più vivo ringraziamento). Completano la parte musicale un tema composto appositamente da Federica Ghiselli, che chiamerò il “Tema della bimba che aspetta”, e la “sigla”, da me composta, delle “Storie d’Archivio”, esaltata dall’interpretazione di Samanta Barontini, l’evocativa “Luce di luna antica” (che le amiche Laura e Sabrina mi hanno cantato davanti all’ingresso della Biblioteca Nazionale di Firenze lasciandomi di stucco: grazie!).