lunedì, 24 settembre 2007

Con l'approvazione del nuovo regolamento urbanistico
su Viareggio cadranno tonnellate e tonnellate di cemento:
600.000 metri cubi a destinazione commerciale / uffici
2000 nuove case
1.000.000 di metri cubi in capannoni.

SEI D'ACCORDO? ALLORA RIMANI PURE A CASA
SE NON LO SEI ESCI FUORI E PARTECIPA
ALLA MARCIA DI PROTESTA
sabato 29 settembre 2007
Ritrovo alle 10.00 davanti al Palazzo Municipale
in Piazza Nieri e Paolini.
Ore 10.30 partenza della Marcia che raggiungerà i capannoni costruiti nella zona del Festival Latinoamericano,
viale Europa in Darsena.
 http://www.ondelibere.net/
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:indignazioni
sabato, 15 settembre 2007
Non è ver che sia la morte...
 
Per commentare la bella e partecipatissima serata dedicata alla replica di “Che fai bambina mia su quella porta” prendo a prestito le parole di una lettera inviata all’amico Antonio Melani il giorno prima...
 
Domani assisterai a una rappresentazione che ha per tema (anche) la morte (insieme alla memoria, all'infanzia, alla genesi delle leggende e molto altro ancora). Nella nostra società capitalistica e materialista è un tabù che - dopo aver banalizzato il sesso e irriso l'amore in nome del Dio denaro - fa ancora molto paura e difatti, quando non la si rimuove completamente, la si affronta spettacolarizzandola grettamente e riempiendola di orrori (attraverso gli orrorifìci mediatici), togliendole quella valenza - anche cristiana - etica e umanamente segreta. Noi restituiamo interamente la morte alla poesia attraverso la nostra piccola "storia d'archivio", con un elegia sommessa a un'icona dell'immaginario popolare viareggino: la "Bimba che aspetta".
 
Speriamo di esserci riusciti.
 
Grazie grazie grazie a Rebecca Palagi, Samanta Barontini, Adriano Barghetti, compagni di viaggio nello spazio (scenico) e nel tempo (esistenziale) delle “storie d’archivio” che, con grande gioia e un pizzico di stupore da parte nostra, cominciano ad avere un numero elevatissimo e affezionatissimo di appassionati e simpatizzanti; a mia moglie Federica Ghiselli che ha composto il tema musicale originale; a Luca Guidi, il nostro scenotecnico fac-totum.
 
Rispetto alla notte di San Lorenzo abbiamo inserito un suggestivo brano autobiografico della scrittrice brasiliana di origini toscane Zélia Gattai, tratto dal suo libro “Anarchici, grazie a Dio”, che rende benissimo la popolarità raggiunta dalla poesia “Tutto ritorna” -  che servì quasi sicuramente da ispirazione al committente della statua della “Bimba che aspetta” Eugenio Barsanti -  a cavallo tra Ottocento e Novecento. Zélia bambina è un’abile declamatrice di poesie...
 
Notissima ed apprezzata fra gli amici di papà per le mie qualità drammatiche e per la mia buona memoria, molto spesso guadagnavo qualche monetina, dopo i miei recital. Dividevo i guadagni con Wanda, mia sorella e mia socia, e qualche volta lei m’imbrogliava e si teneva tutto. Quella domenica avevo qualcosa di nuovo in repertorio. Il giorno prima, mia sorella, saputo della gita e prevedendo un’audizione, mi aveva fatto imparare a memoria, a spron battuto, una poesia italiana molto triste. Era la storia di una bambina, la cui madre era morta, ma lei continuava ad aspettarla tutti i giorni, seduta sulla soglia della porta di casa. La poesia cominciava così: “Fanciulla, cosa fai su quella porta / chi guardi così lontano per la via?”. Mi sistemarono in piedi su una sedia, chiamarono la signora Quaglia, proprietaria del ristorante in cui aveva luogo la recita, che smise di sfaccendare per sentire la bambina che recitava una poesia italiana; la mamma, al mio fianco, avrebbe fatto da suggeritrice in caso di intoppo. Ansiosa, continuava a ripetere continuamente, quasi scusandosi, che la bambina aveva imparato la poesia soltanto il giorno prima... Mentre stavo finendo di declamare, dosando bene il pianto della voce: “tornano i fiorellini ai vasi miei / tornan le stelle / e tornerà anche lei...” mi accorsi che mamma si era emozionata e cercava di trattenere le lacrime. Anche la signora Quaglia doveva essere molto commossa, perché aveva i lucciconi: mi baciò e, prima che ce ne andassimo, mi diede dei cioccolatini e una bella mela profumata. Il marito mise la mano in tasca, tirò fuori una sterlina e me la offrì. Questa volta Wanda non prese la sua percentuale... La moneta fu cambiata in banca per ventimila réis, abbastanza per comperare una bambola “Lenci”, con i capelli rossi, bellissima, che ricevette il nome di Carlotta. La bambola della mia infanzia.
 
Il pellegrinaggio finale alla bambina di marmo ha concluso la serata.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 08:34 | Permalink | commenti (17)
categoria:fremiti, elegie
mercoledì, 12 settembre 2007

Che fai bambina mia... in Brasile?

 

Un filo sottile lega evidentemente le storie d’archivio al Sud-America; l’Argentina a “Primavera, ti sento dentro gli occhi”, il Brasile a “Che fai bambina mia su quella porta”... In che modo? Lo scoprirete dopodomani, venerdì 14 settembre alle ore 21.30, nell’Antico (e restaurato) Orto dei Frati accanto al cimitero comunale (entrata da via Aurelia Nord 183) dove si narrerà di nuovo la storia della “Bimba che aspetta” – già ampliata rispetto alla notte di San Lorenzo, com’è nello spirito dello storie d’archivio – e di nuovo la si andrà a trovare...

 

postato da: riccardomazzoni alle ore 20:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:fremiti, elegie
giovedì, 06 settembre 2007

Da un “antico” taccuino manoscritto
 
“... Rosaria Martinelli, nata nel 1908, si ricorda che aveva circa 7 o 8 anni quando con la madre veniva al cimitero e faceva visita alla bimba...
 
Testimonianza raccolta da Riccardo Mazzoni e Federica Ghiselli nell’agosto del 1996, tratta dal Libro I° della Bimba che aspetta (negli anni ne seguiranno altri due), taccuino manoscritto con annotazioni e trascrizioni di documenti d’archivio riguardanti la statua funeraria e la primissima frammentaria versione orale della poesia “Tutto ritorna”, ascoltata il 26 agosto 1996 dalla voce di Franca Galgani che a sua volta l’aveva imparata dalla madre:
 
Fanciulla cosa fai lì sulla tua porta
guardando lontan per quella via
è tanti anni che sono qui ad aspettare
ma tu non sai povera fanciulla
chi è morto al mondo non ritorna mai.
Tornano ai vasi i fiori miei,
tornano le stelle e tornerà anche lei...
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 17:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie

Attenzione!

Sito DeBarbapapaizzato
by Webbynet