venerdì, 30 maggio 2008
Supremo tributo
 
Sospendete ogni lavoro, (pre)occupazione, progetto, palpito o tormento per offrire un supremo tributo ai luoghi del SEGNO DEL COMANDO ripercorsi a Roma per noi su YouTube da mades07 (chiunque tu sia, che gli angeli ti stringano attorno l’aureola luccicante dei giorni di rugiada)...
 
Prima parte:
http://it.youtube.com/watch?v=M85LpQ3MrOU
 
Seconda parte:
http://it.youtube.com/watch?v=-h0QsZ2oCWQ
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:13 | Permalink | commenti (3)
categoria:elegie
sabato, 24 maggio 2008
La (mia) poesia III (fine, anzi continua...)
 
Ieri sera, nel delizioso Teatrino dei Favolanti di Elisabetta Salvatori, tra tanti amici e qualche nuova graditissima conoscenza, ho avuto il privilegio – raro per un poeta visto i tempi che corrono – di dispiegare (oralmente) nella massima libertà il mio universo lirico. Ringraziando di cuore tutti i partecipanti dico che quando la poesia mette le ali le traiettorie del volo sconfinano in territori imprevedibili. Perfino in quelli della Realtà che da quel momento non potrà più permettersi le violenze, le arroganze e le impunità a cui si era bellamente abituata.
 
In un fuori programma – mentre Elisabetta preparava cantuccini e vin santo – ho potuto perfino recitare la poesia della mia infanzia, la più bella tra quelle imparate a memoria sui libri di scuola: il “Risveglio del vento” di Rainer Maria Rilke nella bellissima traduzione di Vincenzo Errante.
 
Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi, si sofferma, tacito, in ascolto.
Pallide stan tutte le case, intorno;
tutte le querce – mute.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 08:53 | Permalink | commenti (17)
categoria:fremiti, aquidernature, elegie
venerdì, 09 maggio 2008
La (mia) poesia II
 
IL TEATRINO DEI BISOGNI CONSAPEVOLI
Prova d’aedo con “cinemino” (di parole) finale
Venerdì 23 maggio, ore 21
Teatrino dei Favolanti, via F. Carrara 243
Forte dei Marmi
 
Dunque la sera del 23 maggio vi presento il mio universo poetico, con “cinemino” di parole finale in quanto si conclude con la declamazione di un mio vecchio soggetto cinematografico scritto più di vent’anni fa  (come del resto gran parte delle poesie), intitolato “In qualche parte fuori dal mondo”, ambientato sulle montagne lucchesi e caratterizzato dalla presenza come deus-ex-machina del Linchetto, folletto di volta in volta burlone e malvagio (per quanto possa essere malvagio il Linchetto, ma ci sarà una “sequenza” che probabilmente vi sconcerterà!). All’epoca questo soggetto fu molto apprezzato da alcuni importanti personaggi dell’ambiente cinematografico: Suso Cecchi D’Amico, che andai a trovare in tre diverse occasioni nella sua casa di Castiglioncello, seppur travisando un po’ il progetto rispetto alle mie intenzioni, prese perfino in considerazione una collaborazione a una possibile sceneggiatura e so per certo che Padre Angelo Arpa ne parlò in termini entusiastici addirittura a Federico Fellini che avevo conosciuto a Roma (mi chiamava “Riccardino” e mi riteneva – bontà sua – un “poeta junghiano”: presto scriverò un memoriale delle mie rare ma particolarissime frequentazioni felliniane);  un po’ meno dai due o tre produttori ai quali mi rivolsi, senza per altro molta convinzione (quando si cominciano a quantificare economicamente i sogni tendo subito a fuggire per senso di nausea e questo resta il mio più grande limite per la realizzazione di un film).
 
Questa rappresentazione in forma di “lettura lirica” – inizialmente prevista per lo scorso anno e rimandata a causa della complessità delle ricerche storico-artistiche condotte su incarico della Soprintendenza – vuol essere una sorta di “prova d’aedo”, per sola voce, nessun elemento scenico, atmosfera rarefatta: il tutto in un piccolo teatrino domestico com’è quello, delizioso, di Elisabetta Salvatori a Forte dei Marmi, alla presenza di un numero limitato (e selezionato) di spettatori, i quali riceveranno in dono una rarità bibliografica. Si tratta di un volumetto “da fiera” (come le poesie in esso contenute, insieme a disegni, canovacci teatrali e un altro soggetto cinematografico) o “per pellegrini” (in quanto si tiene nel palmo di una mano ed invoglia a leggerlo camminando), rigorosamente fuori commercio dal titolo “Il Teatrino dei Bisogni Consapevoli”, come l’omonimo mio laboratorio di creazioni medianiche intorno ai grandi temi dell’immaginario affettivo e che inevitabilmente dà il titolo anche all’evento rappresentativo. Nel lontano 1991 ne furono stampate mille copie numerate, la metà delle quali riservate “ad personam”, le restanti offerte nel corso delle varie iniziative organizzate in quell’anno dal laboratorio. Tempo fa ho ritrovato un centinaio di copie del libriccino dalla smagliante copertina gialla in uno scatolone insieme ad altro materiale dell’epoca. Ancora una volta la sincronicità junghiana (come l’avrebbe definita Federico Fellini) mi spingeva a confrontarmi con il mio universo poetico di vent’anni fa...
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 23:03 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 07 maggio 2008
La (mia) poesia
 
La (mia) poesia è:
 
imprescindibile invenzione linguistica
(con un unico nume tutelare: Paul Klee)
 
medianità
(in atto e dunque senza contorni prestabiliti)
 
liquorosità
(stillastilla si sfalda la materia)
 
e teatrino
(... dei bisogni consapevoli)
 
e cinemino
(... di parole finale)
 
e un sacco di altre cose che evocherò (per pochi, ma buoni) la sera del 23 maggio presso il delizioso Teatrino dei Favolanti di Elisabetta Salvatori a Forte dei Marmi
 
seguono ulteriori comunicazioni
e per i lettori di questo blog invito a domicilio personalizzato
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 12:31 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 02 maggio 2008
Un secolo di scultura funeraria nel cimitero di Pietrasanta
 
Giovedì 8 maggio, alle ore 16.30, presso l’aula magna dell’ITCG “Don Innocenzo Lazzeri” con entrata da Piazza Matteotti a Pietrasanta, terrò una conferenza con proiezioni di immagini sul tema: “Da Antonio Bozzano a Daphné du Barry: un secolo di scultura funeraria nel cimitero di Pietrasanta”. L’iniziativa rientra nella serie d’incontri del progetto “La scuola al museo: le mani del marmo. Tecniche di lavorazione e riproduzione artistica ieri e oggi”, organizzato, tra gli altri, dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e il Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Sarà con me lo scultore e amico Rino Giannini, grande esperto delle tecniche di lavorazione artistica del marmo, che metterà appunto a confronto le pratiche di lavorazione marmorea tra Ottocento e Novecento.
 
Da Antonio Bozzano, che nel 1903 scolpì lo splendido angelo spargifiori per il sepolcro della fanciulla Lida Rigacci, a Daphné du Barry, autrice nel 2001 del bel busto bronzeo di Mario Giannoni, attraverso la produzione delle storiche botteghe di lavorazione artistica del marmo locali (sono documentati esemplari di pregio dei laboratori di Ferdinando Palla e Ferruccio e Lelio De Ranieri) e opere di valenti artisti che hanno segnato la storia della scultura apuo-versiliese come Giacomo Zilocchi, Amerigo Focacci, Alfredo Barsanti, Leone e Marcello Tommasi, Aristide Coluccini, Rinaldo Bigi, solo per fare alcuni dei nomi più significativi, il cimitero comunale di Pietrasanta offre la possibilità di compiere un suggestivo quanto inedito excursus nella scultura novecentesca (è attestata perfino un’opera del grande Pietro Canonica), dal liberty alle tendenze più attuali.
 
Oltre ad approfondire le peculiarità dell’arte funeraria, dalle tipologie monumentali ai motivi iconografici, formulerò l’attribuzione di quattro interessanti monumenti anonimi del primo Novecento presenti nel cimitero, attraverso un’analisi stilistica e sulle base di rare fonti documentarie dell’epoca.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 17:40 | Permalink | commenti (1)
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