venerdì, 09 maggio 2008
La (mia) poesia II
 
IL TEATRINO DEI BISOGNI CONSAPEVOLI
Prova d’aedo con “cinemino” (di parole) finale
Venerdì 23 maggio, ore 21
Teatrino dei Favolanti, via F. Carrara 243
Forte dei Marmi
 
Dunque la sera del 23 maggio vi presento il mio universo poetico, con “cinemino” di parole finale in quanto si conclude con la declamazione di un mio vecchio soggetto cinematografico scritto più di vent’anni fa  (come del resto gran parte delle poesie), intitolato “In qualche parte fuori dal mondo”, ambientato sulle montagne lucchesi e caratterizzato dalla presenza come deus-ex-machina del Linchetto, folletto di volta in volta burlone e malvagio (per quanto possa essere malvagio il Linchetto, ma ci sarà una “sequenza” che probabilmente vi sconcerterà!). All’epoca questo soggetto fu molto apprezzato da alcuni importanti personaggi dell’ambiente cinematografico: Suso Cecchi D’Amico, che andai a trovare in tre diverse occasioni nella sua casa di Castiglioncello, seppur travisando un po’ il progetto rispetto alle mie intenzioni, prese perfino in considerazione una collaborazione a una possibile sceneggiatura e so per certo che Padre Angelo Arpa ne parlò in termini entusiastici addirittura a Federico Fellini che avevo conosciuto a Roma (mi chiamava “Riccardino” e mi riteneva – bontà sua – un “poeta junghiano”: presto scriverò un memoriale delle mie rare ma particolarissime frequentazioni felliniane);  un po’ meno dai due o tre produttori ai quali mi rivolsi, senza per altro molta convinzione (quando si cominciano a quantificare economicamente i sogni tendo subito a fuggire per senso di nausea e questo resta il mio più grande limite per la realizzazione di un film).
 
Questa rappresentazione in forma di “lettura lirica” – inizialmente prevista per lo scorso anno e rimandata a causa della complessità delle ricerche storico-artistiche condotte su incarico della Soprintendenza – vuol essere una sorta di “prova d’aedo”, per sola voce, nessun elemento scenico, atmosfera rarefatta: il tutto in un piccolo teatrino domestico com’è quello, delizioso, di Elisabetta Salvatori a Forte dei Marmi, alla presenza di un numero limitato (e selezionato) di spettatori, i quali riceveranno in dono una rarità bibliografica. Si tratta di un volumetto “da fiera” (come le poesie in esso contenute, insieme a disegni, canovacci teatrali e un altro soggetto cinematografico) o “per pellegrini” (in quanto si tiene nel palmo di una mano ed invoglia a leggerlo camminando), rigorosamente fuori commercio dal titolo “Il Teatrino dei Bisogni Consapevoli”, come l’omonimo mio laboratorio di creazioni medianiche intorno ai grandi temi dell’immaginario affettivo e che inevitabilmente dà il titolo anche all’evento rappresentativo. Nel lontano 1991 ne furono stampate mille copie numerate, la metà delle quali riservate “ad personam”, le restanti offerte nel corso delle varie iniziative organizzate in quell’anno dal laboratorio. Tempo fa ho ritrovato un centinaio di copie del libriccino dalla smagliante copertina gialla in uno scatolone insieme ad altro materiale dell’epoca. Ancora una volta la sincronicità junghiana (come l’avrebbe definita Federico Fellini) mi spingeva a confrontarmi con il mio universo poetico di vent’anni fa...
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 23:03 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1   11 Maggio 2008 - 10:23
 
Intanto noi stiamo organizzando la "turnè" fiorentina di fine giugno, ma stai tranquillo che manderemo un'infiltrata :-) L.L.L.
utente anonimo

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categoria:fremiti, aquidernature

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