venerdì, 04 luglio 2008
Mi manca un film
 
Tra i tanti sogni dell’infanzia e della giovinezza (e anche tra quelli maturati più avanti nel tempo), che abbracciano un po’ tutta la cultura umanistica nel suo insieme, mi manca “solo” di fare un film. Dicendo questo mi rendo conto di quanto sia stato fortunato nella vita. E’ anche vero che, seguendo con immediatezza e senza sovrastrutture il mio sentire, era naturale che il mio mondo interiore si manifestasse con la massima libertà e semplicità. Laddove questa manifestazione è diventata anche una professione ciò è accaduto senza che concedessi niente alle richieste e alle lusinghe dell’industria culturale o dell’ambiente accademico; le mie ricerche e le mie creazioni erano talmente compiute e originali che si sono imposte da sé. Dunque mi manca un film; ovviamente non un film generico ma il mio film. Fino ad oggi ho fatto di tutto per non realizzarlo; nel senso che quando si aprivano delle serie prospettive di concretizzazione trovavo sempre il modo di svignarmela per incapacità cronica, o meglio senso di nausea, ad affrontare il complesso e poco edificante iter produttivo che sta dietro la realizzazione di un film, specie se di qualità. Oggi sono più “forte” perché il mio film è sotto l’egida del mio fantasma femminile preferito: Sania Lipple. E’ vero che ormai è un sacco di tempo che è sotto la sua egida ma il cancello ligneo di Villa Sania è meno chiuso del solito, le apparizioni si fanno sempre più insistenti, tracce misteriose di profumata resina mi restano incollate alla maglietta. Tutto ciò quando nell’immediato futuro ho in programma libri, spettacoli e mostre di grande impegno. Paradossalmente, è un buon segnale. Ho dato il meglio di me stesso quando ho potuto portare avanti contemporaneamente tutte le cose che amavo, senza sacrificarne nessuna e rimestandole continuamente una nell’altra in un alambicco mentale di vasi comunicanti.
 
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domenica, 22 giugno 2008
Considerazioni sulla scrittura
 
Sono bastati un paio di giorni di “condizione monacale” per far fare un decisivo passo avanti alla biografia di Yvonne George ferma agli appunti che buttai giù all’epoca della prima rappresentazione de Il Segreto della Stella nell’autunno del 2006. E’ la condizione ideale per la scrittura e non corrisponde semplicemente al raccoglimento e alla concentrazione, ma è uno stato d’animo che coinvolge totalmente il proprio mondo interiore. Ha contemporaneamente la fluidità dell’acqua che scorre e la levigatezza del sasso e traspone queste due archetipicità nella scrittura stessa. Per me questa è una dimensione naturale e il fatto che ultimamente ho dovuto fare degli sforzi per riconquistarla è un segnale pericoloso e allarmante. So che ciò è dipeso anche dall’aver trascurato il fantasma dei fantasmi femminili che dimorano nella mia mente e conservano la chiave degli scrigni medianici. Scusa Sania tornerò presto a te!
 
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venerdì, 20 giugno 2008
Parigi
 
E’ parecchio tempo che manco da Parigi. A Parigi ho avuto l’onore di vedere le mie poesie tradotte e recitate nei cabaret. Parigi è stata una delle mete del mio bellissimo viaggio di nozze tra Svizzera, Germania e Francia. A Parigi mi sono seduto, studiando e oziando, sulle antiche panche lignee delle sale riservate della Bibliothèque de l'Arsenal, quelle stesse in cui nell’Ottocento si aggiravano Charles Nodier e Gérard de Nerval. A Parigi con mia moglie Federica ho incontrato la già anziana Ida Chagall, figlia del grande pittore Marc Chagall, nella sua splendida casa con doppia entrata da Quai d’Horloge e Place Dauphine (una delle piazze più medianiche d’Europa), portandole in dono il volumetto con la traduzione di alcuni brani autobiografici di sua madre Bella Rosenfeld (musa ispiratrice del mondo poetico-affettivo di Marc) da noi pubblicato con il titolo Diario sentimentale per la mitica collana “Fiabesca” di Stampa Alternativa. A Parigi io e Federica abbiamo letteralmente incantato i responsabili della celebre casa editrice Gallimard perorando l’edizione italiana degli scritti sul cinema del poeta surrealista francese Robert Desnos, di cui detenevano i diritti, al punto che una settimana dopo il colloquio ci contattarono a Viareggio scrivendoci che avrebbero realizzato il volume soltanto con noi. E il libro è diventato testo universitario con il titolo Robert Desnos e il meraviglioso moderno. Una poetica surrealista del cinema (1923-1930). A Parigi sulle tracce di Robert Desnos ho conosciuto Yvonne George... e a Parigi ritorno con la mente in questi giorni in cui sto minuziosamente ricostruendo i suoi  recital nei locali e nei teatri della “Ville Lumière” durante gli anni venti del Novecento...
 
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lunedì, 16 giugno 2008
Brandelli di vita popolare domenicale viareggina colti da Rainer Maria Rilke nella primavera del 1898 (II)
 
Qui anche il mare concorre a educare a questa contenuta allegria. La gente, uomini e fanciulle, ignora fino a che punto siano discepoli e figli del mare, quanto siano intimamente legati allo splendore, alla collera, all’immensità di esso. Se è stata giornata di pesca abbondante la sera si raccolgono in attesa sul molo che, fiancheggiando il canale, si protende verso l’approdo, e indovinano i nomi delle barche che con la vela alta e sottile si levano come cipressi sull’orizzonte e si ingrandiscono a due a due, finché sono come un viale che si perde nell’infinito. Sui loro tratti attenti è una gioia luminosa, e il sole basso proietta lontano le linee del loro sorriso, sulle facciate delle case di Viareggio che sembrano anch’esse partecipare alla generale allegrezza. Ma sulla punta del molo, dove ha inizio l’accoglienza, si trovano, come in una vecchia operetta, signore e figli di pescatori, soldati e monaci, fanciulli sorvegliati da nere orsoline, mentre dal palo più avanzato un bruno monello agita le sue gambette coperte di sabbia in segno di benvenuto. Solenni e silenziose le barche piegano con le loro ampie, sazie vele serali verso il canale increspato di onde nere. Tutta la ciurma è raccolta intorno all’albero. Ragazzi ridenti, uomini robusti, appoggiati quieti contro l’albero stesso, vecchi dai tratti rugosi e dalle toppe variopinte stretti al timone: tutta la loro antica forza sembra concentrata nella mano nerboruta e villosa che stringe la barra come l’elsa di una spada. Piegano dentro come dopo un lungo viaggio, come se al largo fossero invecchiati e ritrovassero per la prima volta la spiaggia  che hanno lasciato pieni di giovane buio. Tutti recano come una traccia della gravità dell’eterno, e i loro petti, si vede, sono diventati vasti nell’animosa paura del pericolo".
 
Tratto da: Rainer Maria Rilke, Diario fiorentino, a cura di Giorgio Zampa, Rizzoli.
 
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venerdì, 13 giugno 2008
Brandelli di vita popolare domenicale viareggina colti da Rainer Maria Rilke nella primavera del 1898 (I)
 
“Dal buio della settimana madri, vecchi, bambini espongono al sole la loro vita con le sue piccole gioie e le sue speranze intristite, quasi la portassero in un tempio. Siedono davanti agli usci, su seggiole, seggioline e panche, secondo l’età e il carattere silenziosi o ciarlieri, pensosi o curiosi; e della loro serenità rivestono le facciate insignificanti delle povere case. Passare in carrozza davanti ad essi, sul selciato rimbombante, è un successo; il cocchiere schiocca la frusta e mette il suo orgoglio nel trottare a rotta di collo. Quelli alzano il capo curiosi, indifferenti, infastiditi, in atto di saluto. E’ come se le casupole fossero state rovesciate da una parola magica e tu passassi sfiorando nudi destini che si presentano inermi ai tuoi occhi. Ma nel tardo pomeriggio puoi trovare nel bosco le fanciulle brune e le bionde, e vedere come si tengono allacciate, procedendo quasi senza parlare in lunghe file, esitando, in mezzo ai rigidi tronchi dei pini; solo di tanto in tanto una, adagio, comincia a cantare, quasi uscisse da un dolce ricordo, mentre due o tre compagne entrano a tempo con voci più forti, come a conferma. Dopo alcuni passi il canto affonda di nuovo nei loro movimenti, dai quali pareva essersi liberato, ed esse si addentrano nella pineta. Questa è la domenica”.
 
Tratto da: Rainer Maria Rilke, Diario fiorentino, a cura di Giorgio Zampa, Rizzoli.
 
Durante il soggiorno a Viareggio nella primavera del 1898 Rilke compose la maggior parte delle poesie del ciclo Lieder der Mädchen (Canti delle fanciulle), evidentemente ispirato alle fanciulle viareggine.
 
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mercoledì, 04 giugno 2008
L’invasamento continua
 
L’invasamento continua. Non è più possibile tornare indietro. Mi dispiace per i materialistotti, ma tra poco il lirismo pullulerà, in un autosufficienza immaginativa senza precedenti. E dato che siamo a Viareggio lo farà anche tramite Rainer Maria Rilke ed Eleonora Duse attraverso le tracce d’esistenza che hanno lasciato (nei loro scritti ma non solo) in questa martoriata città. Tutto ciò completamente dentro la dimensione quotidiana che torna a tingersi di magia.
 
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lunedì, 02 giugno 2008

Autoritratto (1986)

L’oralità in una stanza
 
L'oralità in una stanza tra raccoglimento e intensità: dopo il recital nel teatrino dell’Elisabetta tutto il mio essere tende a questa soluzione estrema e straordinariamente libera. Così come è sempre più impellente la necessità di sottrarmi definitivamente alle nefandezze dell’industria culturale. Se come ricercatore riesco a farlo con facilità perché nei miei ambiti di studio ho maturato ormai un’autonomia e una credibilità che mi permettono di portare avanti tranquillamente le proposte più sentite e originali, come creatore e come poeta mi rendo conto che non è più possibile rimandare un radicale distanziamento dalla stragrande maggioranza di quegli ambienti che comunemente si definiscono culturali e dalle forme espressive che li rappresentano. Non che ne fossi particolarmente vicino, anzi, ma credo sia giunto il momento di non inquinare neppure in minima parte la felicità sorgiva dell’immaginazione nei maleodoranti canali mediatici e non dell’industria culturale (e – ahimè! – di un certo angusto conformismo paesano: quando non entrano in gioco motivazioni più ignobili...).
 
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venerdì, 30 maggio 2008
Supremo tributo
 
Sospendete ogni lavoro, (pre)occupazione, progetto, palpito o tormento per offrire un supremo tributo ai luoghi del SEGNO DEL COMANDO ripercorsi a Roma per noi su YouTube da mades07 (chiunque tu sia, che gli angeli ti stringano attorno l’aureola luccicante dei giorni di rugiada)...
 
Prima parte:
http://it.youtube.com/watch?v=M85LpQ3MrOU
 
Seconda parte:
http://it.youtube.com/watch?v=-h0QsZ2oCWQ
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 20:13 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 24 maggio 2008
La (mia) poesia III (fine, anzi continua...)
 
Ieri sera, nel delizioso Teatrino dei Favolanti di Elisabetta Salvatori, tra tanti amici e qualche nuova graditissima conoscenza, ho avuto il privilegio – raro per un poeta visto i tempi che corrono – di dispiegare (oralmente) nella massima libertà il mio universo lirico. Ringraziando di cuore tutti i partecipanti dico che quando la poesia mette le ali le traiettorie del volo sconfinano in territori imprevedibili. Perfino in quelli della Realtà che da quel momento non potrà più permettersi le violenze, le arroganze e le impunità a cui si era bellamente abituata.
 
In un fuori programma – mentre Elisabetta preparava cantuccini e vin santo – ho potuto perfino recitare la poesia della mia infanzia, la più bella tra quelle imparate a memoria sui libri di scuola: il “Risveglio del vento” di Rainer Maria Rilke nella bellissima traduzione di Vincenzo Errante.
 
Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi, si sofferma, tacito, in ascolto.
Pallide stan tutte le case, intorno;
tutte le querce – mute.
 
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mercoledì, 07 maggio 2008
La (mia) poesia
 
La (mia) poesia è:
 
imprescindibile invenzione linguistica
(con un unico nume tutelare: Paul Klee)
 
medianità
(in atto e dunque senza contorni prestabiliti)
 
liquorosità
(stillastilla si sfalda la materia)
 
e teatrino
(... dei bisogni consapevoli)
 
e cinemino
(... di parole finale)
 
e un sacco di altre cose che evocherò (per pochi, ma buoni) la sera del 23 maggio presso il delizioso Teatrino dei Favolanti di Elisabetta Salvatori a Forte dei Marmi
 
seguono ulteriori comunicazioni
e per i lettori di questo blog invito a domicilio personalizzato
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 12:31 | Permalink | commenti (1)
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