martedì, 08 luglio 2008
Da Rilke a Ruffini, ovvero: a proposito del “Joe D’Amato Horror Festival” e il “Festival degli anni Ottanta” organizzati da Paolo Ruffini alla Versiliana
 
Da Pirandello e Petrolini, da Rilke e la Duse, da Puccini e Viani a Paolo Ruffini e le fascistoidi-maschiliste pellicole dei generi più idioti e malsani passando per la rivalutazione della cultura ufficiale degli anni Ottanta del Novecento. Che fine ha fatto l’Eden versiliese!
 
Paolo Ruffini e il “Joe D’Amato Horror Festival” sono figli del peggior cinema degli anni Settanta e Ottanta e delle televisioni commerciali di Silvio Berlusconi; di quel mondo materialista, gretto, squallido e triviale, sdoganato da certi critici di sinistra meritevoli di tanti calci nel culo, che oggi rappresenta la normalità dell’offerta “culturale” in nome di un “prodotto popolare”. Certo, dal punto di vista generazionale Ruffini non è stato fortunato come noi che avevamo “Belfagor”, “Il Segno del comando” con Ugo Pagliai e Carla Gravina, “E.S.P.” con Paolo Stoppa, Maigret con Gino Cervi – vale a dire cresciuti a mistero e poesia – ma c’è sempre il libero arbitrio. E anche quella paura che viene evocata è una paura mercificata e banale; nulla a che vedere con la straordinaria paura delle fiabe e delle leggende popolari (e qui la parola popolare riacquista tutta la sua mirabile pregnanza). Lo ribadisco: è una manifestazioncella fascistoide e maschilista che gioca sulle pulsioni e i bassi istinti (che anche quando vengono avvolti da un citazionismo colto restano tali), con relativo disprezzo dei grandi archetipi dell’immaginario che, come suggeriva Carl Gustav Jung, predispongono l’uomo su un cammino stellato.
 
Non contento di tutto ciò, ecco che il buon Paolino ci confeziona il “Festival degli anni Ottanta” propinandoci Cicciolina, lo straripante imago-mercato da Reti Mediaset ed edonismo reaganiano-craxiano a gogò non sapendo (o sapendolo tacendo) che il meglio di quel decennio sta proprio nella resistenza disperata a tutto quel mondaccio. E’ vero che lo squallore della Versiliana è specchio dello squallore dei nostri tempi ma se non si ribella nessuno è finita. Paolino e organizzatori, questa roba fa schifo!
 
La Versilia, quantomeno per il suo passato, merita ben altro...
 
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lunedì, 24 settembre 2007

Con l'approvazione del nuovo regolamento urbanistico
su Viareggio cadranno tonnellate e tonnellate di cemento:
600.000 metri cubi a destinazione commerciale / uffici
2000 nuove case
1.000.000 di metri cubi in capannoni.

SEI D'ACCORDO? ALLORA RIMANI PURE A CASA
SE NON LO SEI ESCI FUORI E PARTECIPA
ALLA MARCIA DI PROTESTA
sabato 29 settembre 2007
Ritrovo alle 10.00 davanti al Palazzo Municipale
in Piazza Nieri e Paolini.
Ore 10.30 partenza della Marcia che raggiungerà i capannoni costruiti nella zona del Festival Latinoamericano,
viale Europa in Darsena.
 http://www.ondelibere.net/
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sabato, 30 giugno 2007
Città umana e lirica
 
I
Una bella manifestazione quella di stamani. Partecipata, creativa. Umana, finalmente umana, finalmente lontana dalla più gretta burocrazia, dalla più bieca “modernità”. Mi sono sembrati più umani anche il Sindaco Marcucci e l’Assessora Boncompagni che hanno dovuto (come avrebbero potuto fare altrimenti?) riceverci e concedere l’atto più semplice e democratico che possa esistere nell’amministrazione di una comunità: un consiglio comunale aperto su un tema particolarmente sentito dai cittadini. Questa volta avrà per argomento il carnevale, ma in futuro potrà riguardare tutto: dalla vivibilità alla poesia.
 
II
E a proposito di poesia. Chi ama i misteri, le tradizioni di Viareggio, la poesia e la scultura, i viaggi nella memoria e nell’immaginario, e in piccolo le nostre “Storie d’archivio”, si tenga libero la sera del 10 agosto – notte di San Lorenzo, notte di leggende – perché comincia il lento ma inesorabile processo di “liricizzazione della città”. Ebbene sì, se dovrò (ed io vorrei) continuare ad abitarci, la mia città la voglio come minimo “lirica”. E delafia!
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 21:39 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 25 giugno 2007
Via da Viareggio
 
Finché ci starò, ci starò in corpo e spirito, combatterò perché non sprofondi nel più totale degrado. Nella più totale infamia. Ecco perché farò la mia parte alla manifestazione di sabato prossimo. Non posso però negare a me stesso che col presente della città in cui sono nato ormai ho ben poco a che spartire. Col passato si, col passato interagirò ancora per molto; con un certo passato probabilmente per sempre. Nel mio futuro non vedo Viareggio, non vedo Viareggio come città. Solo alcuni luoghi, alcune persone. Luoghi e persone sacralizzati e salvati da una vita quotidiana da vomito. Ed io lì, non più in corpo ma solo in spirito. Siccome siamo tutti mediocri, devi essere mediocre anche te. Siccome siamo tutti materialisti, devi essere materialista anche te. Siccome siamo tutti stronzi, devi essere stronzo anche te. Siccome siamo tutti moderni, devi essere moderno anche te. Mediocrità, materialismo, stronzaggine, modernità che ammazza i sogni. Viareggio specchio dell’Italia, del mondo occidentale più bieco. Ancora un anno di combattimento, di transustanziazione di idealità, se sarà possibile, poi via da Viareggio. O Viareggio (questa Viareggio) via da me.
 
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giovedì, 21 giugno 2007

Il Sindaco ha ignorato l'appello di 1115 cittadini a indire un consiglio comunale aperto per discutere sul futuro del Carnevale. Il consiglio si farà, ma sarà la solita chiacchierata in famiglia di burocrati per fortuna sempre più ex potenti che tra le altre nefandezze hanno portato a compimento ciò che Mino Maccari o chi per lui scriveva sulla rivista "Il Selvaggio" già nell'agosto del 1933: fare di Viareggio "un sobborgo mal riuscito di Stoccarda" (sarebbe interessante  approfondire i paralleli tra questa amministrazione e quelle fasciste degli anni Trenta sotto il profilo delle scelte urbanistiche - faccio un appello a non rivalutare troppo, come sta acriticamente accadendo, o forse è l'ennesimo sforzo empatico verso le strategie dell'ufficio urbanistica  degli intellettuali signor-sì?,  il "razionalismo" di quel tempo che è il padre di tutte le brutture architettoniche che sono seguite! - e della gestione personalistica del potere). Abbiamo pazientemente, francescanamente e democraticamente aspettato. Adesso è giunto il momento di passare all'azione: protesta, creatività, cultura, memoria e divertimento tutto in una volta sola. Come dire: quello che dovrebbe essere il Carnevale. Con questa chicca storica dedicata a tutti i viareggini...
 
Un magico volantino
del LIBERO COMITATO CITTADINO
L’ARRIVO DEL CARNEVALE SUI VIALI A MARE
Lo storico corso del 1905 in un inedito articolo
apparso sul settimanale “Il Libeccio”
 
Il corso mascherato del 1905 è storicamente importante per una serie di motivi. Intanto è il primo che giunge a sfilare in quello che sarà il suo palcoscenico prestigioso e naturale: i viali a mare. Poi si avvale di un'organizzazione e di un sostegno economico senza precedenti (“i premi sono quali mai si ebbero” scrive in uno stile arcaico ma efficace un cronista dell’epoca sul settimanale “Il Libeccio”), al punto che negli anni Venti questo corso sarà spesso citato, insieme a quello del 1911, come antesignano dei grandi corsi carnevaleschi inaugurati nel 1921. Infine costituisce una testimonianza significativa del ruolo predominante giocato dalla cosìddetta “colonia forestiera” (in realtà una nutrita comunità cosmopolita ormai di stanza permanente in città) nella gestione degli eventi mondani, turistici e culturali a Viareggio durante la Belle Epoque. “Quest’anno il corso è fatto a cura e per conto dei signori del club dei forestieri”, scrive l’articolista citato, rammaricandosi che “le strade, da dove sempre usava passare il corso mascherato, siano state messe nel dimenticatoio”. In realtà il corso passava ancora da via Regia ma trovava il suo clou sui viali a mare e nel viale Ugo Foscolo con le villette e le palazzine quasi tutte di proprietà dei ricchi “forestieri”. Una polemica presto stemperata dallo straordinario successo del corso mascherato che si tenne domenica 5 marzo 1905. Presidente del comitato organizzatore era Alfredo Rahe; vi faceva parte il celebre Conte Hohenau, instancabile animatore della società viareggina del primo Novecento, nonché parente stretto dell’Imperatore di Germania e uno degli uomini più ricchi del mondo. Sul corso abbiamo ritrovato un documento assolutamente inedito, poetico e suggestivo, soprattutto per noi che lo leggiamo con occhi storici, che ci permette di godere praticamente “in diretta” l’arrivo della sfilata sui viali a mare: la lunga cronaca dell’evento apparsa a firma di “Aster” sul “Libeccio” del 12 marzo 1905 di cui vi proponiamo un’ampia sintesi.
 
I preparativi – Già molto prima dell’ora prefissa densa folla di popolo si accalcava in via Regia ed andava man mano facendosi più fitta verso la piazza dell’Olmo, punto di riunione e di partenza di coloro che al corso avrebbero preso parte. I carri e le carrozze che successivamente venivano a concentrarsi in piazza dell’Olmo traevano pur dietro larga folla di popolo tanto da rendere estremamente difficile la circolazione. All’avvicinarsi delle 14 e ½ quasi tutti i carri, le vetture, le biciclette e le mascherate a piedi si trovavano al punto di riunione ed i membri del Comitato dovevano non poco affaticarsi per disporre tutti nell’ordine voluto. Dopo un po’ di attesa, che maggiormente sembrava lunga perché in tutti era viva l’ansia di ammirare le mascherate in posto più largo, fu iniziata la partenza...

Le costruzioni, le vetture, le biciclette, le maschere isolate – Davvero che nel vedere una così lunga sfilata di carri, vetture e carrozzine veniva spontanea la domanda: come in così poco tempo fu potuto allestire un così gran numero di allegorie e di eleganti mascherate? Il colpo d’occhio non poteva essere più bello. Aprivano il corteo due battistrada seguiti da una carrozza del Comitato, indi ecco un gentile e piccolo ciclista tutto rivestito di cartoline illustrate e colla bicicletta ugualmente ricoperta di tali cartoline. Ed ecco un altro piccolo pedalatore, dalla faccia rosea e rubiconda, un amore di bimbo che con serietà spinge la sua macchina tutta guarnita di violette mammole e lui pure vestito con abiti dello stesso simpatico colore. Viene di poi la barca automobile susseguita da un carro formato da due biciclette e raffiguranti un monumento glorificante i caduti a Porto Arthur. Seguono ancora tre ciclisti, uno vestito completamente in rosso, l’altro in bianco e l’ultimo in verde, componendo così i colori della nostra bandiera e portando nel corso la nota patriottica. Indi possiamo vedere una bicicletta montata da uno mascherato da rana ed anche quattro altre biciclette rappresentano “La pianella perduta nella neve” ed un’altra una gondola veneziana. Il carro rappresentante il “Trionfo dell’automobilismo” apre il corteo dei grandi veicoli. E ci passano poi davanti il “Trionfo di Giulio Cesare”, la “Cornucopia della felicità”, una allegoria alla “Iniziativa di S.M. il Re per l’Istituto internazione dell’Agricoltura”, quello del “Traforo del Sempione”, e fra di essi si alternano automobili adornate con fiori, una graziosa vetturetta giapponese del Conte de’ Conti, la carrozzina della “Stampa indi...gesta”, gli Orsi ammaestrati, i cantanti e molte altre mascherate a piedi... 

 

Verso i viali a mare – Il corteo lungo e maestoso si avanza per la via Regia, in principio un po’ a stento, fra una siepe umana. Le finestre e i balconi sono gremiti di signore e di signori e man mano ci avviciniamo alla spiaggia il getto dei fiori, di confetti, di coriandoli va aumentando. “Il Trionfo dell’automobile”, colla maestosa automobile innalzantesi fra le nubi attrae l’attenzione di tutti. Giulio Cesare impassibile sulla sua biga passa maestoso; i due sposini assisi sul davanti della “Cornucopia della felicità” si fanno ammirare per la loro gentilezza. La vetturetta giapponese richiama l’attenzione di tutti e non si sa se ammirare maggiormente la sua eleganza e ricchezza o l’infaticabile Conte de’ Conti che serio ed impassibile trascina la gentile signora che mollemente sta seduta sulla vetturetta stessa...


Il primo arrivo sui viali a mare. Battaglie carnevalesche dai balconi del Grand Hotel (che successivamente verrà chiamato “Regina” in onore di un soggiorno della Regina Margherita di Savoia; progettato da Goffredo Fantini nel 1900, oggi al suo posto vi sono degli appartamenti). Poi si gira subito da via Garibaldi per viale Ugo Foscolo. Bellezze cosmopolite – Le prime scaramucce fra carri e balconi, finestre e mascherate a piedi avvenute in via Regia vanno aumentando di intensità e non appena davanti al Grand Hotel si convertono in una vera battaglia. L’aria è continuamente solcata da mazzolini di fiori, confetti, stelle filanti e coriandoli. I balconi e le finestre del Grand Hotel sono gremiti di signore e signorine che ammirano e ingaggiano una viva battaglia. Notiamo la distinta signora Manzi Fè e famiglia, e la famiglia Bossi colle gentili signorine che sono instancabili ed una viva grandinata cade dalle loro finestre. E si prosegue così svoltando dalla via Garibaldi ed andando a finire nell’ampio viale Ugo Foscolo, passando però prima sotto i balconi della famiglia Consigli e del marchese Antinori affollati di signore e signori. La finestra e i balconi dell’Hotel Italia, parati con tappeti, ospitano una larga rappresentanza della colonia forestiera, che inizia tosto un ben nutrito getto di fiori e confetti ed è pur vivo il getto dalla palazzina del Conte di S. Giorgio. La gentile Miss Rose si diverte un mondo nel susseguente balcone lanciando coriandoli e fiori ed una vera grandine, un finimondo cade dai balconi e dalle finestre del Marchese Avati dove notiamo la signora Magnani e le signorine De Courtanze. Sui balconi del Paris-Soleil notiamo la signora Giovannetti colle gentili signorine ed una miss americana della quale siamo spiacenti di non conoscere il nome che per la sua nera capigliatura non può non richiamare i biondi capelli di miss Rose e far sorgere il confronto fra queste due bellezze che Viareggio ospita. Anche dai balconi del Paris-Soleil il getto è vivo e le signore e signorine si dimostrano instancabili...

 

Il ritorno sui viali a mare – Arriviamo all’Hotel Russie e qui campeggia la Marchesa Calabrini alla quale i bianchi capelli danno maggior risalto alla freschezza del viso e nelle altre finestre e balconi del Russia vediamo la famiglia D’Aulerio, le nipoti di Alessandro Manzoni ed un numero rilevante di forestieri che gareggiano fra di loro nel getto di fiori e d’altro...


L’articolo prosegue con l’elencazione, divertente ma fin troppo capziosa – evidentemente un tributo da pagare alla “colonia forestiera” che di fatto aveva finanziato il corso – di tutti gli ospiti presenti sui balconi dei villini e degli alberghi di Viale Manin fino alla villa del Conte Hohenau che si trovava pressappoco dove oggi c’è la brutta costruzione sede dell’UPIM. Il corso poi s’inoltrava per la prima volta anche sul Viale Margherita. Alle 18 si ebbe la premiazione che vide per le costruzioni i seguenti risultati. Primo premio – Lire 400: “Il Trionfo dell’automobile”;  Secondo premio – Lire 250: “La Cornucopia della felicità”; Terzo premio – Lire 150: “Il Trionfo di Giulio Cesare”. Il primo premio per le vetture non fu assegnato. Tuttavia venne attribuita una bandiera d’onore al menzionato Conte de’ Conti e alla sua vetturetta giapponese. Il primo premio per le biciclette andò al velocipede patriottico “Bianco, rosso e verde”, mentre per le maschere isolate vinsero “Gli orsi ammaestrati”. Cronaca ritrovata di un giorno di carnevale a Viareggio, 102 anni fa, dedicata a tutti i viareggini da parte del LIBERO COMITATO CITTADINO.

 

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mercoledì, 25 aprile 2007
Viva mia moglie Federica e vaffanculo ai cementificatori!
 
Ieri mia moglie Federica, che è un’acuta storica del paesaggio agrario, mi ha fatto leggere questo brano del geografo-antropologo Eugenio Turri, scomparso qualche anno fa, tratto dal suo classico libro Semiologia del paesaggio italiano, chiedendomi se non rispecchiasse ancora l'attuale situazione italiana e viareggina a proposito del paesaggio (anche con riferimento alle ben note vicende del Teatro Pucciniano sul Lago di Massaciuccoli)…
 
Forse oggi gli individui sono isteriliti di dentro dalla sovrabbondanza del fuori, dalla schizofrenia dei paesaggi costruiti. Ed effettivamente non sognano, sono privi di forza creativa, di forza romantica, hanno perduto la natura e sono posti di fronte ai paesaggi dell’antropizzazione invadente e totale. Perciò il paesaggio è disdegnato come immagine da guardare e coltivare. Ma esso infallibilmente registra tutto questo: la stanchezza degli uomini, la loro sfiducia, la loro forza di credere o di non credere...
 
Dedico questo brano agli sterili e filistei (sia nel senso minimo di meschini, incapaci di lirismo e fantasticherìa, sia nel senso ampio di spregiudicati tornacontisti) Marco Marcucci, Sindaco di Viareggio, Fabrizio Manfredi, Assessore all’Urbanistica, Franco Maria Allegretti, dirigente del settore Urbanistica, Manrico Nicolai, Presidente della Fondazione Festival Pucciniano, per quanto riguarda la questione del teatro, e agli stessi, oltre che alla masnada di cementificatori, speculatori e affini che non solo non sanno più sognare ma proprio non gliene frega niente, per l’insensibilità, il cinismo, il sorrisino compiacente e la sfregata di mani con il quale osservano la città sprofondare nel più gretto materialismo edificativo e morale.
 
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lunedì, 09 aprile 2007
Contro l’industria culturale e del tempo libero
 
Più centri di cultura, meno centri commerciali. Ogni circoscrizione dovrebbe disporre di almeno una decina di teatrini, stanzoni polivalenti, spazi all’aperto per i periodi estivi da offrire gratuitamente a persone di tutte le età, associazioni culturali, gruppi di aggregazione, teatrali o musicali, singoli artisti, poeti, videomaker, filosofi, sognatori. Luoghi in cui la memoria del passato, l’azione critica sul presente e l’utopia del futuro liberino immense e gioiose creatività totalmente estranee alle logiche dell’industria culturale. Da ragazzini io e i miei amici affittammo un fondo per dar sfogo alle nostre capacità artistiche e immaginative e perché rifiutavamo l’idea di dover essere schiavi dell'industria del tempo libero. Se era per noi discoteche ed altri templi della decervellizzazione organizzata avrebbero chiuso da tempo.
 
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lunedì, 26 marzo 2007
Oltre mille le firme raccolte!
 
Il Libero Comitato Cittadino ha superato le mille firme raccolte! Testimonianza di un malumore che non riguarda soltanto il Carnevale, ma la situazione dell’intera città. Voglio allora riportare di seguito il commento che lasciai sul blog di Stefano Pasquinucci al post che poi, grazie alle prese di posizione di molti commentatori e soprattutto di Samanta Barontini, ha dato vita a questa bella aggregazione di forze pensanti.
 
“Io avverto che questa città, per parafrasare un famoso film, è BRUTTA, SPORCA e CATTIVA, mal governata, o, peggio ancora, governata seguendo interessi economici, ideologici e personali; INQUINATA materialmente e idealmente, CEMENTIFICATA fin dentro i giardini dell’infanzia, MORTIFICATA nelle sue voci più libere, creative, gioiose, spirituali. In una parola: PROSTITUITA”.
 
E aggiungo: per chi pensa di tirarsi fuori dal mercato a leccaggio fisso ora è troppo tardi. Presto si apriranno i Cancelli del Cielo, le Feritoie dell’Invisibile e le Porte dell’Ufficio di Collocamento.
 
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domenica, 18 marzo 2007
Firme come pinugliori!
 
Siccome, per motivi “conferenzieri” non c’ero, riprendo volentieri da Burlanet il resoconto della prima giornata di raccolta firme da parte del Libero Comitato Cittadino. Un grande successo e una belle esperienza umana contro la disumanità burocrate e “tornacontista” in cui affoga sempre più la politica cittadina.
 
Ieri pomeriggio, in via Battisti al mercato, per quattro ore, sul semplicissimo tavolino allestito dal Libero Comitato Cittadino, si sono concretizzate oltre 400 firme. Un successo incredibile che ha dimostrato quanto sia forte il bisogno delle persone di sentirsi partecipi della vita che scorre loro attorno. Credo che sia estremamente significativo il modo in cui questa opportunità è stata pensata, gestita e resa momento concreto. Esperienza che nei prossimi giorni cercheremo di ufficializzare, in tutte le sedi e con tutti i mezzi possibili, per renderla ancor più patrimonio della nostra Città. Ciò che mi preme evidenziare adesso, però, è quanto io ho visto ed ho provato. Ho visto un bel numero di donne e uomini che si sono dati appuntamento per mettersi a disposizione degli altri. Ho visto la passione e l'amore per Viareggio illuminare i loro occhi e mi ha colpito il sorriso irresistibile con il quale chiedevano ai passanti di esserci. Ho visto una disinteressata voglia, o forse bisogno, di non accettare passivamente e con indifferenza il frutto di decisioni altrui che in poca considerazione tengono il parere ed il contributo degli altri. E ho provato, per concludere, un affetto grande come il mare oltre l'orizzonte per questi magnifici Amici di cui sono a dir poco orgoglioso.
Grazie a tutti.
Stefano Pasquinucci
 
436 firme in 4 ore!!! 18 Marzo 2007 Credo che il risultato raggiunto dal Libero Comitato Cittadino parli da solo. La raccolta firme è iniziata alle ore 15 ed è terminata alle 19. Era stato allestito un banco piccolissimo corredato da una bacheca con un cartello fatto a mano. Abbiamo stampato in “casa” i moduli, la lettera al sindaco e alcuni piccoli volantini colorati, tenuti a disposizione della gente sul tavolo. Molti si avvicinavano incuriositi e poi firmavano, e si congedavano dicendo “speriamo che si possa fare qualcosa”. Altri arrivavano già decisi a firmare, perchè avevano letto i nostri blog e i siti correlati, che in questi giorni avevano dato la notizia “a reti unificate”. Altri ancora vedevano la gente che faceva la coda per firmare, si informavano e firmavano a loro volta. Noi, il piccolo popolo dei blog, come più volte ci hanno chiamati, a volte indicandoci anche con epiteti non proprio gradevoli, abbiamo messo insieme le nostre forze, ci siamo organizzati e senza alcun mezzo a disposizione che non fosse la nostra volontà e il nostro amore spropositato per Viareggio abbiamo chiamato intorno a noi 436 persone. Proprio noi, i famosi quattro gatti, senza clamori di stampa, senza sermoni televisivi e senza messaggi-spot telefonici che tanto erano di moda in tempi di campagna elettorale: infatti la notizia della raccolta firme nella giornata di ieri era passata solo attraverso intenet, mentre i giornali locali avevano dato risalto alla lettera inviata al sindaco nella giornata di giovedì ma non erano stati messi a conoscenza dell’iniziativa di sabato. Non sono però a conoscenza se Rete Versilia abbia passato o meno la notizia. La raccolta di firme prosegue. Per adesso sono centri di raccolta di firme il banco Solletico del Piazzone, in via Battisti, la libreria Fahrenheit in via Cavallotti, e da domani il bar Menghino, in via Pucci. Chiunque voglia partecipare alla raccolta può da oggi scaricare il modulo. A breve sarà convocata una conferenza stampa in cui saranno promosse altre iniziative. Grazie a tutti!!!
Samanta Barontini
per il Libero Comitato Cittadino
libervg@katamail.com.
 
Siamo partiti. Questo pomeriggio si è svolta la raccolta delle firme da presentare al Sindaco e promuovere le importanti iniziative scritte nel documento. E' stato un bel momento di unione fra persone che hanno un solo scopo in comune: attivarsi per il bene di questa città e del suo Carnevale. E' bello pensare a come è nato tutto questo: tutto, infatti, parte da varie discussioni messe a segno su qualche blog (e non solo), persone che si confrontano, si scontrano anche, e che molto spesso non si conoscono fisicamente (pur vivendo nella stessa città, e trattando proprio dei problemi a questa relativi) ma solo per nick-name. Quindi si passa all'azione, il passo successivo ai brontolii e alla lamentela...gesto, purtroppo, sempre più raro. Preferiamo rimanere nell'ombra (anzi, preferiamo rimanere ombre) lamentandoci e inveendo contro questo o quell'altro, piuttosto che uscire allo scoperto e decidere di AGIRE. Stavolta è diverso, la scaletta viene ribaltata, il copione sconvolto da un colpo di scena. La rabbia, l'indignazione, la frustrazione sono "troppo" per limitarsi alle sterili lamentele e ci spingono ad unirci una sera per discutere il da farsi (strano scoprire che i nick esistono anche fisicamente! Come vi immaginavo diversi!!) Ecco, siamo partiti! Si crea un movimento libero, libero soprattutto di offrirsi come strumento e voce di molte persone e di molte realtà! In molti hanno aderito entusiasti (e purtroppo sempre pochi i giovani!) cogliendo l'importanza dell'occasione che stava nascendo. Ma anche più di una persona, oggi, ci ha definito "illusi", e a queste persone vorrei aver potuto rispondere: meglio illusi che rassegnati!
Michela
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 19:04 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 17 marzo 2007
Raccolta firme del Libero Comitato Cittadino
 
Il Libero Comitato Cittadino promuove per oggi sabato 17 marzo 2007 dalle ore 15 alle ore 19, in via Battisti angolo via Verdi, una raccolta di firme a sostegno di quanto richiesto nel documento già inoltrato al sindaco di Viareggio. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
 
Per adesso sono presenti anche due punti di raccolta fissi: in via Battisti al mercato permanente presso il banco Solletico, e in via Cavallotti presso la libreria Fahrenheit.
 
postato da: riccardomazzoni alle ore 10:50 | Permalink | commenti
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